La tempesta politica che ha agitato il paddock durante i test invernali sembra finalmente aver trovato un punto di approdo, evitando una guerra legale che avrebbe potuto paralizzare l'inizio del Mondiale 2026. Al centro della contesa c'era il famigerato rapporto di compressione delle nuove Power Unit, un parametro tecnico che aveva messo i motoristi l'uno contro l'altro. Dopo settimane di tensioni e sospetti su presunti vantaggi illeciti, la FIA ha raggiunto un compromesso con i costruttori, spostando ora l'attenzione su un altro fronte caldissimo: la composizione chimica delle nuove benzine sostenibili.

La vittoria diplomatica di Mercedes e il nuovo test a caldo

Il nodo del contendere riguardava il limite del rapporto di compressione fissato a 16:1. Alcuni competitor sospettavano che Mercedes e Red Bull Powertrains avessero trovato il modo di superare questa soglia sfruttando la dilatazione termica dei materiali durante il funzionamento. La Federazione ha deciso di gettare acqua sul fuoco: i motori omologati il 1° marzo resteranno tali, ma dal 1° giugno 2026 entrerà in vigore un nuovo protocollo di verifica. "Siamo riusciti a trovare una quadra introducendo un controllo aggiuntivo che misurerà la conformità anche a una temperatura operativa di 130 gradi. Questo garantisce a tutti che non ci siano zone grigie, confermando la bontà del lavoro svolto finora senza costringere nessuno a riprogettare le unità a stagione in corso", hanno trapelato fonti vicine al comitato tecnico. In sostanza, la stella di Brackley ha dimostrato la legalità del proprio progetto anche sotto stress termico, mettendo a tacere le accuse di f1 oggi.

Il fronte delle benzine e la sfida della sostenibilità

Risolto il rebus meccanico, la vera partita per il potere si sposta ora nei laboratori chimici. Le nuove norme prevedono l'uso di carburanti 100% sostenibili, un terreno ancora inesplorato che potrebbe creare divari prestazionali enormi tra i fornitori. La Ferrari e gli altri motoristi stanno spingendo per definire paletti ancora più rigidi sulla densità e il potere calorifico dei componenti bio, per evitare che qualche colosso petrolifero trovi la "formula magica". La sensazione è che la pace sia solo temporanea e che la caccia al decimo di secondo si sia solo trasferita dai pistoni alle provette.

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Sezione: News / Data: Sab 28 febbraio 2026 alle 12:11
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.