FIl paddock della F1 è nuovamente scosso da una polemica tecnica che rischia di condizionare pesantemente il futuro regolamento motoristico. Al centro della bufera c'è il rapporto di compressione delle power unit 2026, con la Mercedes sospettata di aver individuato una zona grigia nelle norme per ottenere un vantaggio prestazionale illegittimo secondo lo spirito del regolamento, ma formalmente inattaccabile. David Coulthard, ex pilota di punta e oggi voce autorevole del circus, non ha usato giri di parole per criticare la Federazione Internazionale, rea di essersi fatta trovare impreparata di fronte all'astuzia dei tecnici di Brackley, aprendo un fronte di discussione sulla reale capacità della f1 oggi di auto-governarsi senza lasciare spazio a interpretazioni predatorie dei top team.

Le falle del sistema: Davide contro Golia tra i progettisti

L’affondo di Coulthard parte da una disparità di forze che appare evidente tra chi scrive le regole e chi le deve interpretare per vincere. Secondo lo scozzese, la giustificazione della Federazione sulla carenza di personale non può essere accettabile quando in gioco c'è il mondiale del futuro. “Ho sentito dire dai vertici federali che sono appena una ventina di persone a stendere le norme, a fronte di squadre che ne schierano centinaia nei loro reparti tecnici. È proprio questo il motivo per cui ammettono di non essere riusciti a individuare per tempo la scappatoia e a bloccarla sul nascere” ha commentato amaramente Coulthard. La polemica riguarda il passaggio dal rapporto di compressione 18:1 al 16:1 previsto per il 2026: Mercedes avrebbe trovato il modo di incrementare tale valore durante la marcia in pista, eludendo i controlli che avvengono a vettura ferma. “Chi scrive le leggi dello sport dovrebbe fare un salto di qualità nel comprendere come funziona davvero una monoposto in condizioni estreme. Le regole non possono basarsi su un'auto parcheggiata in garage a temperatura ambiente” ha incalzato l'ex pilota f1 formula 1.

Motori infuocati e norme scritte sulla carta

La critica tecnica si sposta poi sulla necessità di una visione più realistica dell'ingegneria applicata alle competizioni. Coulthard suggerisce che il legislatore debba smettere di pensare in astratto e iniziare a considerare le variabili fisiche che trasformano il comportamento dei componenti durante il GP. “Le verifiche e le normative dovrebbero essere concepite pensando ai freni che superano i mille gradi o ai motori che lavorano costantemente oltre i centodieci. È in quell'intervallo operativo, quando tutto è rovente, che si decide la legalità e la performance di una macchina, non certo nei laboratori a riposo” ha ribadito con fermezza. Mentre la Ferrari F1 e gli altri costruttori osservano con attenzione, Toto Wolff continua a difendere l'operato dei suoi, assicurando che il progetto è stato già validato dagli organi competenti. La palla passa ora alla votazione di agosto 2026, dove i produttori di motori dovranno decidere se chiudere definitivamente questo buco normativo o permettere che la battaglia tecnologica prosegua su binari pericolosamente ambigui per la credibilità della f1 news.

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Sezione: News / Data: Ven 27 febbraio 2026 alle 10:27
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.