F1, la FIA difende la Mercedes e gela la Ferrari: Tombazis svela il vero motivo della disparità

Il "caso ala" che ha infiammato il paddock in questi giorni continua a far discutere, soprattutto per l'apparente disparità di trattamento rispetto a sanzioni inflitte nel passato. A fare chiarezza definitiva sulla posizione della FIA è intervenuto Nikolas Tombazis. Il responsabile tecnico della Federazione, intervistato dai microfoni di Sky Sport F1, ha spiegato la filosofia adottata dai commissari nella gestione delle infrazioni tecniche, svelando perché la Mercedes è stata graziata mentre la Ferrari, in un contesto apparentemente simile lo scorso anno, subì una pesante squalifica.

Il verdetto su Brackley: perché l'ala irregolare non è finita sotto inchiesta

Interpellato sulla vicenda che ha coinvolto la monoposto di George Russell a Shanghai, l'ingegnere greco ha minimizzato l'accaduto, inquadrandolo come un normale inconveniente di percorso. "Sulla questione dell'aerodinamica di Brackley in Cina, stiamo affrontando un quadro normativo inedito che richiede fisiologici tempi di calibrazione da parte dei team", ha spiegato Tombazis in diretta. "Di fronte a deviazioni marginali, preferiamo evitare di convocare sistematicamente i giudici di gara. Non c'è stata alcuna premeditazione per aggirare le regole, si è trattato di un banale guasto meccanico del tutto paragonabile alle noie che colpiscono abitualmente altre scuderie. Il nostro modus operandi, qualora vi sia la certezza matematica dell'assenza di vantaggi prestazionali, consiste nell'imporre la risoluzione del difetto senza ingigantire un episodio ininfluente. Dal mio punto di vista l'allarme era ingiustificato. Sicuramente l'evidenza visiva del guasto ha destato sospetti e nervosismo tra gli avversari, ma si è trattato di una reazione decisamente sproporzionata".

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La differenza con Maranello: il fondo piatto del 2025 e il vantaggio sul cronometro

Il dibattito si è poi acceso quando a Tombazis è stato chiesto di giustificare questa tolleranza rispetto alla ben più severa squalifica inflitta alla Ferrari nel Gran Premio di Cina del 2025, punita duramente per l'eccessiva usura del pattino in legno. La risposta del delegato FIA ha tracciato una linea di demarcazione netta tra i due eventi, basata interamente sul guadagno velocistico.

La linea della Federazione: evitare le squalifiche di massa per salvare lo spettacolo

"Tutti nel paddock sono a conoscenza delle nostre direttive informali per le infrazioni di poco conto, un approccio flessibile che le stesse squadre condividono e apprezzano", ha chiarito Tombazis illustrando la differenza tra le due casistiche. "Chiaramente, dinanzi a violazioni reiterate o recidive, il deferimento ai commissari sportivi diventa uno step obbligato. La questione legata al consumo del fondo piatto impatta direttamente sulla velocità pura, poiché abbassare le altezze da terra nella passata stagione garantiva un netto salto in avanti sul tempo sul giro. Occorre comprendere l'estrema sofisticazione di queste vetture di Formula 1 e la mole di cavilli tecnici a cui i progettisti devono rigorosamente sottostare. Se decidessimo di sanzionare severamente ogni minima deviazione progettuale, i weekend si concluderebbero regolarmente con mezza griglia esclusa dall'ordine d'arrivo finale. Il nostro compito è gestire queste criticità assicurandoci che non si superino i confini della legalità sportiva, e nel caso dell'ala avevamo la totale garanzia che non ci fosse alcun dolo nascosto".

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Sezione: News / Data: Ven 27 marzo 2026 alle 03:45
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate