Il debutto della nuova era tecnologica della Formula 1 a Melbourne ha incoronato la Mercedes, ma ha contemporaneamente aperto una profonda ferita nel rapporto con i suoi team clienti. Mentre George Russell e Kimi Antonelli firmavano una storica doppietta, la McLaren si è ritrovata a fare i conti con un distacco pesante e inaspettato. Lando Norris, campione del mondo in carica, ha chiuso al quinto posto con oltre 50 secondi di ritardo dal vincitore, definendo "caotico" il modo di correre con queste nuove vetture. Dietro i numeri impietosi della pista — un gap di otto decimi in qualifica — emerge però un malumore tecnico che agita i box di Woking: la sensazione di non avere gli strumenti necessari per sfruttare appieno la power unit tedesca.

Il mistero dei dati e il deficit di energia

Seondo quanto riportato dalla BBC, il problema principale non sembra risiedere nell'hardware, che per regolamento deve essere identico tra team ufficiale e clienti, quanto nel complesso software di gestione dell'energia. I dati GPS hanno mostrato una Mercedes nettamente superiore nei tratti ad alta velocità, specialmente nel lungo allungo tra la curva 6 e la 9, dove la McLaren perdeva gran parte del suo tempo sul giro. Andrea Stella, Team Principal della scuderia di Woking, ha ammesso apertamente le difficoltà del team nel decifrare il comportamento della vettura. "Siamo rimasti alquanto perplessi osservando la differenza di velocità tra la nostra monoposto e le altre vetture che utilizzano la stessa power unit", ha spiegato Stella, sottolineando come la conoscenza dei sistemi software sia oggi il vero spartiacque prestazionale.

La frustrazione di Stella: "Non si lavora così in F1"

Il rapporto con HPP, il reparto motori della Mercedes, è finito sotto la lente d'ingrandimento. La McLaren lamenta una carenza di informazioni che impedisce una simulazione accurata del comportamento in pista. "Il confronto con HPP per ottenere più dati prosegue da settimane", ha rivelato Stella con una punta di amarezza. "In Formula 1 non si può andare in pista, guardare i dati e limitarsi a reagire a ciò che si ha. Bisogna simulare tutto in anticipo, sapere esattamente come si comporterà la macchina. Questa è la prima volta da quando siamo un team cliente in cui ci sentiamo in svantaggio persino nella capacità di prevedere le reazioni dell'auto e anticipare i miglioramenti". Per Woking, navigare a vista senza poter programmare l'evoluzione dei sistemi elettrici è un ostacolo inaccettabile ai massimi livelli.

Un futuro incerto tra peso e conoscenza

Oltre ai problemi di integrazione elettronica, la McLaren deve gestire una vettura che si ritiene sia attualmente sovrappeso, un fattore che incide direttamente sul cronometro. Sebbene siano previsti aggiornamenti aerodinamici a breve, la vera sfida resta la curva di apprendimento del nuovo motore 50-50 tra termico ed elettrico. La Mercedes difende la propria posizione, sottolineando che un team ufficiale avrà sempre un legame più stretto con il reparto motori rispetto a un cliente. Resta da capire se il vantaggio conoscitivo accumulato dalla casa madre sia destinato a crescere in un circolo virtuoso o se, col tempo, la McLaren riuscirà a colmare il gap. Per ora, il ruolo di "prima degli altri" sembra essere il massimo traguardo raggiungibile da Norris e Piastri.

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Sezione: News / Data: Mer 11 marzo 2026 alle 09:16
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.