Juan Pablo Montoya si è mostrato scettico riguardo alle voci su un possibile abbandono di Max Verstappen dalla Red Bull Racing, sottolineando che il pilota olandese ha un peso notevole sul mercato piloti. Parlato nel suo podcast, Montoya ha osservato:

“La domanda da un milione di dollari è: se dovesse andare da qualche parte. Se lo merita già, andare da una squadra forte. La Mercedes. Da quanto capisco dalle voci circolate questa settimana, George è già confermato per il prossimo anno. Quindi, se sei Max, dove andrai? Se stai già andando meglio, non ha senso.”

“Il problema è, come si dice: l’erba non è sempre più verde dall’altra parte; da lontano sembra bellissima. Ma a volte, quando ci metti piede, ti chiedi ‘Oh, in cosa mi sono cacciato’. Quindi succede. Dall’altra parte, sono tutte voci, così la gente capisce. Sono pettegolezzi che leggi, vedi e di cui la gente parla.”

“Da una parte dicono che il figlio di Mateschitz è già arrabbiato con Max perché Max non si è impegnato a restare lì, e gli stanno dando tutto oltre allo stipendio e quant’altro. E, visto tutto quello che hanno dato a Max, trovano frustrante che lui non si impegni con loro.”

Nonostante le voci, Montoya ha riconosciuto gli sforzi della Red Bull per trattenere Verstappen, evidenziando i progressi nello sviluppo della vettura:

“Dall’altra parte, la Red Bull sta facendo tutto il possibile perché Max resti. Ovviamente, tutti vogliono che Max resti. Il problema, secondo me, è che Max sta cercando di mettere pressione su di loro per farli continuare a lavorare sulla macchina e su tutto il resto.”

“Ma se guardi da dove la Red Bull è partita all’inizio dell’anno e dove è oggi, la macchina che probabilmente si è più sviluppata di tutte è la Red Bull. Quindi come puoi lamentarti?”

Sezione: News / Data: Mar 14 luglio 2026 alle 10:31
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.