Il mercato piloti della f1 sta vivendo una fase di ebollizione che rischia di trasformarsi in un vero tsunami entro la fine dell'estate. Al centro di tutto c'è il sedile più ambito e, paradossalmente, più instabile del momento: quello di Max Verstappen. Le continue frizioni interne alla Red Bull e l'insoddisfazione manifestata dall'olandese per i regolamenti tecnici del 2026 hanno smesso di essere semplici chiacchiere da paddock per diventare uno scenario concreto. Se l'addio del quattro volte campione del mondo dovesse materializzarsi, Christian Horner avrebbe già scelto l'erede designato per guidare la squadra verso il futuro.

Liam Lawson in pole per l'eredità più pesante

Secondo quanto riportato dai neozelandesi di Zeeland Herald il nome che svetta in cima alla lista dei desideri di Milton Keynes non è quello di un veterano strapagato, ma quello di un talento cresciuto in casa: Liam Lawson. Il neozelandese, che ha già dimostrato di poter gestire la pressione sostituendo egregiamente Daniel Ricciardo in passato, rappresenta la soluzione più coerente con la filosofia del Junior Team. “Nel caso in cui si dovesse arrivare a una rottura definitiva con Max, Liam Lawson è attualmente considerato il favorito assoluto per occupare quel posto; la squadra crede fermamente nel suo potenziale e nella sua capacità di adattarsi velocemente a una vettura complessa” trapela da fonti vicine alla dirigenza. Una scelta che blinderebbe il futuro della Red Bull senza dover dipendere dai capricci dei grandi nomi della f1 oggi.

La fine di un'era e il nuovo corso di Horner

L'eventuale promozione di Lawson non sarebbe solo un cambio di pilota, ma il segnale definitivo di una rivoluzione manageriale all'interno della scuderia. Con l'addio di figure storiche e il possibile divorzio da Verstappen, Christian Horner sta cercando di costruire una Red Bull "post-Max" che sia meno dipendente dal singolo individuo e più focalizzata sulla forza del collettivo tecnico. Se Max dovesse partire, l'intenzione è quella di puntare su un profilo giovane, veloce e totalmente integrato nel sistema di lavoro Red Bull; Lawson incarna perfettamente questo ideale e ha già il rispetto di tutto il reparto ingegneristico. Per la Formula 1 sarebbe uno shock epocale, paragonabile al passaggio di Hamilton in Ferrari.

Il rischio di una scommessa totale nel 2026

Affidare il volante principale a un giovane come Lawson proprio nell'anno del cambio regolamentare sulle Power Unit è un rischio calcolato ma altissimo. Molto dipenderà anche dal rendimento di Sergio Perez: se il messicano dovesse continuare a faticare, la Red Bull potrebbe trovarsi con una coppia piloti priva di un vero leader esperto nel momento del bisogno tecnologico. “Affrontare la sfida del 2026 senza una guida come quella di Max sarebbe un salto nel vuoto, ma la fiducia che la squadra ripone in Lawson è tale da ritenere che possa crescere in fretta e diventare il nuovo punto di riferimento per gli anni a venire. La palla ora passa a Verstappen: le sue decisioni nei prossimi mesi stabiliranno se Lawson resterà una promessa o se diventerà l'uomo chiamato a non far rimpiangere il pilota più forte della sua generazione.

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Sezione: News / Data: Dom 12 aprile 2026 alle 12:42
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.