La F1 del 2026 non è ancora scesa in pista, ma nel paddock è già esplosa una battaglia tecnica e politica che rischia di segnare l’intero avvio del nuovo ciclo regolamentare. Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, una possibile interpretazione aggressiva del regolamento sulle nuove Power Unit avrebbe aperto uno scontro diretto tra Mercedes e gli altri costruttori, con un vantaggio stimato intorno ai 15 cavalli, pari a circa tre decimi al giro, un’enormità in un contesto di reset tecnico totale.

Il cuore del problema, compressione e nuova Power Unit F1

La questione ruota attorno alla filosofia delle Power Unit 2026, che prevedono una ripartizione quasi simmetrica tra parte termica ed elettrica. Per limitare l’efficienza del motore endotermico, il regolamento impone un tetto preciso al rapporto di compressione, fissato a 16 a 1, contro i valori più elevati utilizzati fino al 2025. Secondo le indiscrezioni, però, Mercedes avrebbe individuato un modo per preservare un’efficienza paragonabile a rapporti più alti, senza infrangere formalmente il testo normativo. Non si tratterebbe di una violazione diretta, ma di una lettura estremamente sofisticata delle procedure di controllo e di misurazione, tale da mantenere un rapporto di compressione effettivo molto più vicino ai livelli precedenti. In un’era in cui ogni cavallo ha un peso enorme, questo approccio potrebbe tradursi in un vantaggio strutturale immediato.

La reazione dei costruttori e l’allarme rosso nel paddock F1

La notizia ha generato forte preoccupazione a Maranello, Neuburg e Sakura, sedi rispettivamente di Ferrari, Audi e Honda. Il timore è che una sola interpretazione regolamentare possa alterare l’equilibrio competitivo prima ancora della prima gara. I tre costruttori avrebbero già sollecitato un chiarimento urgente da parte della FIA, chiedendo di chiudere qualsiasi zona grigia prima del debutto stagionale. La Federazione, però, si trova in una posizione estremamente delicata. In una comunicazione informale, ha ammesso che il tema è ancora in fase di valutazione e che sono allo studio possibili nuove procedure di verifica. Qualunque decisione rischia di avere conseguenze pesanti, perché intervenire ora significherebbe riscrivere di fatto l’interpretazione del regolamento a ridosso dei test.

Il fattore tempo e il rischio di un avvio falsato della F1 2026

Il vero nemico in questa vicenda è il calendario. Con i test di Barcellona imminenti e il via del Mondiale fissato per l’8 marzo in Australia, nessun costruttore ha il tempo materiale per riprogettare componenti interni come pistoni, bielle o strutture rinforzate. Se la FIA decidesse di vietare subito la soluzione, Mercedes e Red Bull Powertrains si troverebbero con unità motrici da ripensare in poche settimane. Se invece la interpretazione fosse tollerata, Ferrari e gli altri partirebbero il 2026 con un handicap tecnico impossibile da colmare nel breve periodo. È il classico bivio della Formula 1, dove tecnica, politica e tempistiche si intrecciano in modo esplosivo. La rivoluzione del 2026 doveva riportare equilibrio, ma rischia di iniziare sotto il segno della tensione più alta.

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Sezione: News / Data: Sab 20 dicembre 2025 alle 08:35
Autore: F1N Redazione
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