La vicenda legale che ha tenuto banco negli ultimi anni nel mondo delle corse si è conclusa con una sentenza che farà discutere ancora a lungo. Il 23 gennaio la High Court di Londra ha emesso il verdetto a favore della McLaren nella causa contro Alex Palou, con un riconoscimento di risarcimento che supera i 12 milioni di dollari per danni commerciali e perturbazioni organizzative legati alla rottura contrattuale del driver spagnolo. La decisione di un giudice britannico segna un punto fermo in una disputa contrattuale iniziata oltre due anni fa, con impatti su IndyCar e sulle ambizioni sportive del team britannico. 

Il cuore della controversia
Tutto nasce da un accordo firmato nel 2022, quando Palou si era impegnato con McLaren per correre nel suo programma IndyCar dal 2024, con prospettive anche di test in Formula 1. Tuttavia, la scelta del pilota di ritirarsi dall’accordo e rimanere con il "team con cui ha poi collezionato successi e titoli", ovvero Chip Ganassi Racing, ha scatenato un lungo contenzioso legale. Secondo i giudici della corte inglese, McLaren ha dimostrato di aver rispettato integralmente gli impegni contrattuali, ma ha subito perdite significative a causa della decisione unilaterale di Palou. Di fatto, la sentenza conferma che il ritiro dal contratto ha causato mancati introiti pubblicitari, modifiche di salari e costi operativi che giustificano l’importo stabilito. Una parte della richiesta iniziale, che superava i 20 milioni, è stata ridotta, ma resta comunque un risultato di portata storica per il team britannico. 

Reazioni e scenari futuri
La reazione ufficiale della McLaren è stata di soddisfazione: "La sentenza è il giusto riconoscimento per la posizione che abbiamo sostenuto in tribunale e riflette il serio impatto commerciale subito", ha affermato il CEO Zak Brown, sottolineando come la decisione limiti finalmente una disputa che rischiava di trascinarsi ancora. Palou, dal canto suo, ha contestato alcune delle valutazioni sui danni e potrebbe valutare opzioni legali aggiuntive o un appello, pur rimanendo concentrato sulla sua carriera in IndyCar. La controversia ha inoltre evidenziato le difficoltà contrattuali che possono emergere quando un pilota firma impegni multipli in serie diverse, mettendo in luce come la rigidità dei contratti possa avere conseguenze economiche rilevanti anche in assenza di impegni diretti in Formula 1. 

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Sezione: News / Data: Lun 26 gennaio 2026 alle 08:17
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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