Dopo le settimane dei record di Hamilton, la vittoria dell’inglese suggella il definitivo passaggio nella storia anche di Mercedes che conquista il settimo titolo costruttori consecutivo, staccando la Ferrari dell’era Schumacher-Todt-Brawn. Vince Hamilton con la ferocia e la fortuna dei grandi campioni, massacrando i malconci avversari con giri da qualifica incessanti e ripetitivi. Bottas piega la testa e lascia andare il grande campione. Il nostro ranking non rispecchierà quelle che sono le due classifiche mondiali, ma è una sorta di valore assoluto delle dieci scuderie.

1. Mercedes (-) : Cosa altro dire di questi grandi campioni? Micidiali, mai domi che continuano ad innovare, come preme sottolineare Lewis Hamilton a fine di ogni gara. Una scuderia incredibile che ha impresso ad alta velocità il suo marchio nella storia. Lewis Hamilton è un campione e, come tutti i campioni, ha anche fortuna, ma non bisogna lasciarsi accecare da questo. È anche stratega, chiedendo al muretto di non fermarlo (scelta rispettata, cosa che non si fa quando a chiedere è Bottas) e disintegra gli altri. Chapeau. Bottas non riesce ad ergersi oltre l’etichetta di grande secondo.

2. Red Bull (-) : Che disastro! In un weekend in cui Verstappen aveva la velocità per competere con la Mercedes si torna a casa con 0 punti. Albon era riuscita a tamponare, al Mugello, l’assenza di Verstappen con un podio, ad Imola la smania di ripetere il podio (alla portata) unita alla pressione oceanica che gli mette la dirigenza l’hanno portato al testacoda. Gara da ricordare, comunque, per l’olandese che ha messo su una vera e propria caccia a Bottas, inducendolo all’errore. Che gara!

3. Renault (+2) : Doppio salto per la Renault che è migliorata in maniera incredibile e si è presa il terzo posto in classifica costruttori (+2 punti sulla coppia Racing Point-McLaren). Secondo podio in tre gare per Daniel Ricciardo che offre lo shoey (il brindisi con lo champagne nella scarpa di gara) anche a Lewis Hamilton. Intelligente, lesto e fortunato l’australiano che ha dimostrato di essere un pilota che sa sviluppare. Ocon si ritira e non ribadisce la grande prestazione portoghese. Aspettando Alonso, Abiteboul sorride.

4. McLaren (-1) : Sono un paio di weekend che tamponano le perdite e vedono gli avversari più performanti. Carlos Sainz è un genio per due motivi: ha fatto durare le gomme rosse un’eternità e ha schivato in maniera impressionante il testacoda di Albon. Sempre più solido, centrato e in forma lo spagnolo che vedremo in Ferrari. Lando, invece, è in difficoltà da diverse gare. Urge ritrovarsi perchè Ricciardo è in forma smagliante e il giovane inglese non vuole fare a gara solo di risate con lui l’anno prossimo.

5. Racing Point (-1) : Non basta avere una Mercedes per essere forti. Bisogna avere anche i piloti (ce n’è uno che è stato mandato via) e strateghi. Proprio il muretto rosa ha rovinato una superba gara di Sergio Perez (che strizzava gli occhi ad ogni giro ad Helmut Marko) con un pit stop nosense nella bandiera gialla finale. Hanno tolto la possibilità di podio al messicano nel giorno in cui Lance Stroll ha buttato la gara dopo un giro. Veloci quanto volete (stavolta in qualifica manco troppo, fuori entrambi dalla Q3), ma sulle strategie siamo ancora indietro.

6. Ferrari (-) : Ancora decisi passi in avanti per la Ferrari che poteva ambire anche a prendere più punti se non si fosse sbagliato il pit stop di Sebastian Vettel. Il passo gara funziona, grazie al fondo 2021. Funziona così tanto che per un momento il tedesco era il secondo pilota più veloce in pista con gomma gialla vecchia di una trentina di giri. Questo significa che il lavoro intrapreso è buono e con un motore nuovo l’anno prossimo si può tornare almeno nel gruppo di testa. Vedere festeggiare la Mercedes non è bello.

7. Alpha Tauri (-) : Danil Kvyat from Russia to Imola, baby! Dal nulla, come detto da Ricciardo, è spuntato Kvyat (che l’anno prossimo non sarà in F1) e ha provato a prendersi un podio inimmaginabile, almeno con lui alla vigilia. Perchè l’Alpha Tauri andava bene sabato (frutto anche del fliming day di un paio di mesi fa fatto ad Imola) ma non con lui. C’era un francese con il casco di un brasiliano che ad Imola ci ha fatto la storia (anche a suo discapito) che era dietro al trio di testa. Un problema meccanico ha tolto l’opportunità di sognare a Pierre Gasly.

8. Alfa Romeo (-) : La giornata delle Alfa, anche quelle con la f e non solo col ph. Per la prima volta nel 2020, il Biscione porta due piloti in zona punti, chiudendo la top ten con Kimi (genio a far durare oltre 40 giri le gomme medie) e Antonio Giovinazzi. Si festeggia così il rinnovo contrattuale che con un motore Ferrari più forte potrebbe portare i due, nel 2021, alla pari almeno di un’Alpha Tauri.

9. Haas (-) : Il momento più bello della loro gara è quando Romain Grosjean, su Instagram, ha provato a consolare George Russell per l’incidente. Poi buio pesto per una scuderia già focalizzata al 2021. Kevin Magnussen entra nel lato sbagliato del fantastico sorpasso di Charles Leclerc alla Tosa, poi si ritira per un terribile mal di testa.

10. Williams (-) : Abbiamo visto addirittura fucsia nel primo settore sabato e questo è un segnale positivo. Merito del motore Mercedes, ma anche di chi sa guidarlo. George Russell ha volato, ha sfiorato la zona punti che si è infranta durante una bandiera gialla in maniera fortuita. L’immagine di Russell appoggiato sulle barriere, con il casco e il petto che batteva incessantemente ci mostra tutta l’emotività di un giovane pilota.

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Sezione: Editoriale / Data: Lun 02 novembre 2020 alle 10:58
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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