Il regolamento 2026 ha cambiato profondamente la dinamica delle partenze, trasformandole in uno dei momenti più delicati della gara. L’aumento della componente elettrica nelle power unit, unito all’eliminazione della MGU-H, rende l’erogazione della potenza meno lineare nei primi metri. Il risultato è un comportamento delle monoposto difficile da prevedere, dove anche piccoli errori possono costare caro.

Questa nuova realtà ha costretto squadre e FIA a rivedere approcci e procedure, perché ogni scatto da fermo può ormai determinare l’esito della gara. Non è un caso che alcuni team avessero già lanciato segnali d’allarme prima dell’inizio della stagione, consapevoli delle difficoltà legate alla gestione di questa fase così critica.

Ferrari davanti, Mercedes in difficoltà

I primi appuntamenti del 2026 raccontano una storia chiara: i team motorizzati Ferrari sono quelli che meglio hanno interpretato il nuovo scenario. Complessivamente hanno guadagnato 25 posizioni nel corso dei primi giri, un dato che evidenzia una superiorità evidente nelle partenze.

Dietro, Aston Martin sorprende nei numeri, ma il dato va letto con attenzione: partire spesso dalle retrovie facilita i recuperi. Più preoccupante è invece la situazione Mercedes, con soli otto guadagni e un numero significativo di posizioni perse, soprattutto dal team ufficiale. Ancora peggio Red Bull e Audi, entrambe in difficoltà evidente nei primi metri.

Curiosamente, il miglior team allo start non è Ferrari ma Williams, anche se le sue prestazioni sono influenzate dalle posizioni di partenza più arretrate. La Scuderia, partendo spesso nelle prime file, dimostra comunque un’efficacia notevole.

I protagonisti: tra eccellenze e flop

A livello individuale emerge con forza il rendimento di Carlos Sainz, leader per posizioni guadagnate nel primo giro. Subito dietro nomi esperti come Fernando Alonso, Charles Leclerc e Lewis Hamilton, tutti capaci di sfruttare al meglio le nuove condizioni.

Non mancano però i casi opposti: Nico Hülkenberg rappresenta il lato oscuro di questa rivoluzione, con un bilancio pesantemente negativo nelle prime fasi di gara. Anche in casa Mercedes le differenze interne fanno riflettere, segno che il problema non è solo tecnico ma anche legato all’esecuzione.

Il quadro generale suggerisce una conclusione chiara: il motore conta, ma non basta. Coordinazione, procedure e freddezza dei piloti fanno oggi la vera differenza, trasformando la partenza nel nuovo campo di battaglia della Formula 1.

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Sezione: News / Data: Dom 12 aprile 2026 alle 17:30
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari