Il confine tra pista e grande schermo è saltato. Mentre le piattaforme digitali battagliano per trattenere gli abbonati sui divani, la f1 e Apple sparigliano le carte. Come confermato da un recente annuncio esploso sui social, l'azienda di Cupertino e il colosso delle sale premium porteranno cinque Gran Premi in diretta dentro oltre cinquanta multisala americani. Da Miami ad Austin, i motori ruggiranno in formato gigante. Una sterzata clamorosa per il mercato dell'intrattenimento.

Un affare d'oro tra biglietti e abbonamenti

L'operazione conviene a tutti i commensali seduti al tavolo. Liberty Media incassa un gettone pesante per i diritti e consolida il mercato a stelle e strisce, mentre l'azienda californiana sfrutta i maxischermi per spingere indirettamente i propri servizi e il neonato franchise hollywoodiano. La Federazione, dal canto suo, vede allargarsi il bacino di un pubblico altrimenti ostaggio dei paywall. La scelta di trasmettere la f1 formula 1 nelle sale va brutalmente controcorrente. Nel decennio post-pandemia, l'Occidente ha visto crollare gli ingressi: nel 2024 gli Stati Uniti hanno registrato un allarmante calo dell'11% di sbigliettamenti rispetto alle medie storiche, con decine di multiplex periferici costretti a chiudere i battenti. Riportare fisicamente le persone davanti a un telo bianco richiede eventi percepiti come irripetibili. "La nostra missione è radicare questo sport nella cultura americana, trasformando i Gran Premi in spettacoli collettivi impossibili da replicare a casa", fanno sapere dai piani alti di Cupertino, sottolineando la fame di aggregazione viscerale che il pubblico ancora possiede.

Azzardo al botteghino o rivoluzione europea?

Portare una monoposto, magari una ferrari f1, a grandezza naturale a due passi dal pop-corn è un azzardo calcolato. I dati del primo film sbanca-botteghini prodotto con Brad Pitt parlano chiaro: oltre 630 milioni di dollari incassati a livello globale, con una fetta enorme derivante proprio dai circuiti premium. Il pubblico spende volentieri, ma solo per la spettacolarità estrema. "Il rigore visivo portato in dote dalle recenti produzioni ha dimostrato che le corse e i nostri mega-impianti sono fatti per stare insieme, motivo per cui passiamo dalla finzione alla pura diretta", ribadiscono i vertici delle sale coinvolte. Trasformare la f1 oggi in un rito domenicale garantisce incassi extra tramite ticket a prezzo maggiorato, sfamando quella fetta di tifosi tagliati fuori dai costi proibitivi dei circuiti reali come il COTA. Resta da capire se questa convergenza tra asfalto e pellicola sbarcherà anche nel Vecchio Continente. Saremmo pronti, in Italia o in Gran Bretagna, a riempire i cinema per vivere un Gran Premio condiviso, oppure si tratta soltanto di una mastodontica vetrina yankee costruita su misura per pompare l'imminente sequel girato ai box?

Link all'approfondimento sul sequel di F1:

https://www.f1-news.eu/news/f1-il-film-brad-pitt-e-tom-cruise-verso-sequel-di-kosinski-42492

Link al Tweet:

https://x.com/CultureCrave/status/2024554572401037739?s=20

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Sezione: News / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 21:00
Autore: Riccardo Ciadini / Twitter: @ciadinino
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Riccardo Ciadini
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Riccardo Ciadini
Classe 2004, Riccardo concilia l’indole per la scrittura ed il video-making all’amore per il cinema e il teatro. Studente di teatro e cinema, lavora nel sociale e passa il tempo libero a scrivere sceneggiature per spettacoli e cortometraggi indipendenti. Nel 2006 esce il classico Pixar Cars e nasce la sua fissazione per il mondo delle corse
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