Il passaggio di Liam Lawson in Red Bull Racing è durato appena due Gran Premi all’inizio del 2025, ma ha lasciato tracce profonde. In un ambiente dove la pressione è costante e il confronto interno è spietato, il neozelandese ha trovato un alleato insospettabile in Max Verstappen.

Parlando al podcast Gypsy Tales, Lawson ha descritto il quattro volte campione del mondo con parole nette: “È anche così, così gentile come persona. È un bravo ragazzo”. Un’immagine distante dalla figura glaciale che spesso emerge in pista. Verstappen, ha spiegato, non si è limitato a consigli tecnici: “Prima che mi unissi alla squadra… qualsiasi domanda, era davvero utile”. E ancora, un dettaglio che racconta molto del clima personale: “Vieni con me se hai bisogno di un passaggio”, gli avrebbe detto riferendosi ai voli verso Monaco.

Un sostegno che assume un peso diverso alla luce della retrocessione lampo di Lawson ai Racing Bulls, decisione che Verstappen non aveva nascosto di non condividere.

La RB21, una sfida più mentale che tecnica

Se fuori dall’abitacolo il clima era disteso, dentro la monoposto la situazione era ben diversa. Lawson non cerca scuse, ma individua un nodo chiave: il tempo. “Per me, sarà sempre che non ho avuto abbastanza tempo per capirlo”.

La RB21 non era semplicemente una vettura “troppo nervosa davanti”, come spesso si è detto. “Non è solo che l'auto abbia troppa parte anteriore… È l'equilibrio attraverso l'angolo”, ha chiarito. Il problema, quindi, non era una caratteristica estrema, ma la sensibilità complessiva del mezzo, soprattutto nelle curve ad altissima velocità.

In Formula 1, ha ricordato, la fiducia vale decimi che diventano secondi: “Se non sei sicuro al 100%… non è mezzo decimo, è mezzo secondo”. Un margine enorme, che spiega perché non sia mai riuscito a superare la prima fase di qualifica nei suoi due weekend con il team principale.

Un percorso che riparte dai Racing Bulls

Dopo Australia e Cina, il ritorno ai Racing Bulls è stato immediato, con Yuki Tsunoda promosso al suo posto dal GP del Giappone. Anche il giapponese, però, non è riuscito a lasciare il segno in modo decisivo, a dimostrazione di quanto il sedile accanto a Verstappen resti uno dei più complessi del paddock.

Lawson, intanto, guarda avanti: un nuovo accordo con i Racing Bulls per il 2026 gli offre stabilità e la possibilità di crescere lontano dai riflettori più abbaglianti. La sua testimonianza aggiunge una sfumatura inattesa alla narrativa Red Bull: dietro la macchina dominante e le scelte drastiche, esiste anche una dimensione umana fatta di rispetto e sostegno reciproco.

 
Sezione: News / Data: Sab 28 febbraio 2026 alle 23:15
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari