Le prime uscite stagionali hanno consegnato un quadro molto più netto di quanto ci si potesse aspettare: il nuovo regolamento ha allargato in modo evidente le distanze tra le squadre, rompendo quell’equilibrio che aveva caratterizzato il campionato precedente. Se nel 2025 il gruppo era racchiuso in margini relativamente contenuti, oggi il divario tra chi sta davanti e chi rincorre è aumentato in maniera drastica, fino a ricordare scenari che non si vedevano dal 2017. In sostanza, la rivoluzione tecnica ha premiato alcuni progetti e ne ha messi subito in difficoltà altri. Anche l’ingresso di Cadillac ha contribuito ad allargare il quadro generale, ma il dato più interessante è un altro: non siamo davanti a semplici oscillazioni di inizio stagione, bensì a un cambiamento strutturale nei valori in pista.

Mercedes al comando, Red Bull in crisi inattesa
A impressionare più di tutti è Mercedes, che nelle prime tre tappe ha costruito un vantaggio consistente sia sul giro secco sia sul passo gara. Alle sue spalle Ferrari si è ritagliata il ruolo di prima inseguitrice, mostrando una solidità che la tiene stabilmente nelle posizioni di vertice. McLaren resta agganciata al gruppo di testa, mentre il caso che fa più rumore è quello della Red Bull: il distacco accusato rispetto alla vetta è pesante e riporta alla memoria una delle fasi meno brillanti della sua storia recente. Nel mezzo, Alpine e Haas si contendono la parte alta del centrocampo, con Audi dentro la lotta e Williams in una zona intermedia poco definita. Aston Martin e Cadillac, invece, chiudono il gruppo con un ritardo ancora marcato.

Ferrari cresce in gara, Cadillac sorprende
Tra gli elementi più curiosi emersi da questo avvio c’è il comportamento delle monoposto spinte da motore Ferrari, generalmente più efficaci in gara che in qualifica. Maranello, infatti, riesce a contenere meglio il distacco nel ritmo domenicale, segnale che la gestione complessiva del pacchetto funziona soprattutto sulla distanza. Anche Cadillac ha mostrato segnali incoraggianti: il ritardo iniziale si è ridotto in fretta, a conferma di una crescita rapida nella comprensione della vettura. Ma il dato forse più significativo arriva dal confronto con il 2025: a migliorare davvero rispetto alla vetta sono state soprattutto Mercedes, Ferrari e Alpine. Al contrario, chi ha pagato il prezzo più alto del cambio regolamentare è Aston Martin, mentre anche Williams e Red Bull figurano tra le squadre che hanno perso di più. Dopo appena tre weekend, il verdetto è già pesante: questa nuova Formula 1 non ha solo cambiato faccia, ha già scelto chi sorridere e chi punire.

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Sezione: News / Data: Ven 10 aprile 2026 alle 16:30
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari