Per la prima volta dopo oltre vent'anni, il paddock della Formula 1 ha dovuto fare a meno della figura di Helmut Marko. L'ex super-consulente della Red Bull, ritiratosi ufficialmente al termine della scorsa stagione, ha seguito il Gran Premio d'Australia comodamente seduto nel suo salotto a Graz. In un'intervista esclusiva rilasciata a GPblog, l'ottantaduenne austriaco ha raccontato questa sua nuova dimensione da spettatore "di lusso", rivelando di non aver affatto sofferto la mancanza della frenesia del muretto box, pur restando profondamente connesso alle vicende della scuderia di Milton Keynes.

Un ritiro rilassante, ma con gli occhi sui dati

Nonostante non faccia più parte dell'organigramma attivo dopo l'avvicendamento che ha portato Laurent Mekies alla guida del team, Marko ha ammesso di aver vissuto il weekend con estrema serenità. "È stato rilassante. Eccitante all'inizio, e sì, mi è piaciuto. Ho guardato anche la F2. Quindi, come dire? Mi sono divertito, ma non mi manca essere lì", ha dichiarato l'austriaco. La sua però non è una visione da semplice appassionato: nella sua residenza in Austria, Marko dispone di una postazione tecnologica che gli permette di monitorare tutto ciò che accade in tempo reale. "Sì, ho tutto e ricevo rapporti dai nostri team. Quindi sono ben informato e mi diverto di nuovo".

Il volto di Verstappen e il debutto del motore Ford

Il legame tra Marko e Max Verstappen resta indissolubile, tanto che all'austriaco è bastata un'inquadratura televisiva per capire lo stato d'animo del quattro volte campione del mondo, reduce da un weekend complicato chiuso al sesto posto. "Oggi non ho parlato con lui, ma ho visto la sua faccia e non sembrava molto eccitato", ha commentato Marko con la solita schiettezza. Il fine settimana della Red Bull è stato infatti segnato da diversi ostacoli, a partire dall'incidente di Max in qualifica fino ai problemi di affidabilità della nuova power unit Red Bull-Ford. "No, è iniziato tutto con l'incidente di Max in qualifica. E in gara penso che Hadjar abbia fatto un buon lavoro, ma poi il motore ha ceduto".

Ottimismo per il futuro della Power Unit

Nonostante il ritiro della vettura di Isack Hadjar, Marko non ha voluto bocciare il debutto del propulsore nato dalla collaborazione con il colosso americano. Con una visione pragmatica, ha analizzato l'affidabilità complessiva delle quattro unità fornite tra Red Bull e Racing Bulls. "Fortunatamente, su quattro, solo uno ha ceduto. Quindi, in generale, il lavoro svolto è molto buono", ha concluso l'ex advisor, promuovendo di fatto il battesimo del fuoco del nuovo motore in vista della lunga sfida tecnologica che attende il team nel 2026. La Red Bull sembra avere una base solida su cui lavorare, anche se la strada per tornare a vedere il sorriso sul volto di Verstappen sembra ancora passare per le sale prova di Milton Keynes.

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Sezione: News / Data: Mer 11 marzo 2026 alle 09:23
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.