Il Gran Premio d’Australia 2026 avrebbe potuto raccontare una storia molto diversa per Isack Hadjar. Al debutto con la Red Bull Racing, il giovane pilota aveva impressionato tutti già nelle qualifiche, conquistando un sorprendente terzo posto sulla griglia di partenza. Un risultato che lasciava intravedere una gara da protagonista ad Albert Park.

La corsa, però, è durata appena dieci giri. Dopo un avvio molto promettente, la vettura del francese ha improvvisamente perso prestazioni fino al ritiro definitivo. Secondo quanto emerso dalle prime verifiche tecniche effettuate dal team, il problema sarebbe stato causato da un guasto alla power unit sviluppata internamente da Red Bull Powertrains, al suo primo anno di utilizzo in Formula 1.

La partenza perfetta e il sogno svanito

Hadjar stesso ha raccontato come i primi istanti di gara avessero fatto pensare a un possibile colpo clamoroso. Il giovane pilota era scattato molto bene dalla terza posizione, mettendo immediatamente pressione alle Mercedes davanti a lui.

“L'inizio è stato fantastico. Stavo prendendo facilmente il comando”, ha spiegato. Tuttavia, proprio mentre intravedeva la possibilità di passare al comando, qualcosa è andato storto. “Una volta ho pensato: ‘Oh, prenderò l'iniziativa’, niente più potere.”

Da quel momento la situazione è precipitata rapidamente. “Il motore suonava terribile, quindi sapevo che non avrei finito la gara”, ha aggiunto Hadjar, visibilmente deluso per un’occasione sfumata quando il risultato sembrava ancora alla sua portata.

Red Bull sotto osservazione prima della Cina

Il ritiro di Hadjar ha acceso inevitabilmente i riflettori sulla nuova unità motrice della Red Bull, alla prima stagione completa dopo la scelta del team di produrre internamente i propri propulsori. Gli ingegneri stanno analizzando il guasto per capire con precisione quali componenti siano stati danneggiati e quali possano essere recuperati per il resto della stagione.

Nonostante l’epilogo amaro, il pilota francese ha sottolineato gli aspetti positivi del fine settimana. “Onestamente, mi sono sentito benissimo là fuori. Nessun errore per tutto il weekend.”

Il problema, secondo Hadjar, deriva anche dalla complessità delle nuove procedure di gara con i motori di ultima generazione. “Quando fai pratica con questi nuovi motori non sono così impegnativi come durante una gara: giri in griglia, soste, temperature che cambiano. Sono scenari completamente diversi.”

Ora l’attenzione si sposta sul prossimo appuntamento del mondiale: il Gran Premio di Cina dirà se quello di Melbourne è stato solo un incidente isolato o il primo vero campanello d’allarme per il nuovo progetto Red Bull.

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Sezione: News / Data: Mer 11 marzo 2026 alle 17:33
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari