Il weekend del Gran Premio del Giappone non è stato solo teatro di grandi manovre in pista, ma ha visto esplodere un caso mediatico che sta facendo discutere l'intero paddock della f1. Protagonista, ancora una volta, un fumantino Max Verstappen che, durante la conferenza stampa del giovedì a Suzuka, ha letteralmente cacciato un giornalista dall'hospitality Red Bull prima di iniziare a parlare. Sull'episodio è intervenuto David Coulthard, che nel podcast Up to Speed non ha nascosto la sua perplessità per l'atteggiamento passivo della Federazione.

L'espulsione di Giles Richards e il "non-intervento" della FIA

Il casus belli risale all'ultimo GP di Abu Dhabi del 2025, quando Giles Richards, firma del The Guardian, incalzò Verstappen su un contatto ravvicinato con George Russell in Spagna che gli era costato punti pesanti nel mondiale poi perso contro Lando Norris. Max, che non dimentica, ha preteso che il reporter lasciasse la stanza in Giappone. Per Coulthard, lo stupore non nasce dal gesto del pilota, ma dall'assenza di provvedimenti ufficiali: “Onestamente, Max probabilmente non andrà fiero di come ha gestito la cosa a mente fredda, perché anche se ha tutte le ragioni per non rispondere, chiedere a qualcuno di andarsene in quel modo è insolito. Quello che mi lascia basito è che la FIA non abbia preso posizione; mi sarei aspettato almeno una nota o un richiamo, visto che se un pilota dice una parolaccia viene multato all'istante, mentre qui si è ignorata l'estromissione forzata di un giornalista accreditato”.

La difficoltà di restare impermeabili alle critiche

Nonostante la critica alla gestione istituzionale, l'ex pilota di Williams e McLaren ha mostrato una certa empatia verso lo sfogo dell'olandese, ricordando quanto sia logorante la vita sotto i riflettori della f1 formula 1. Coulthard ha ammesso che, nonostante i suoi successi non siano paragonabili a quelli di Max, anche lui ha sofferto il peso del giudizio pubblico. “Posso solo fare un paragone con i miei tempi; ero spesso nel mirino della stampa e vi assicuro che è difficilissimo non prenderla sul personale. Immagino che molti evitino di guardare i social perché troveresti sempre chi ti adora e chi proprio non ti sopporta, fa parte del gioco” ha riflettuto lo scozzese. Per i piloti della f1 oggi, la pressione è amplificata da una copertura mediatica h24 che non lascia spazio a zone d'ombra.

Il diritto di cronaca e il limite della pazienza

Il nodo della questione resta il sottile equilibrio tra il dovere di un giornalista di fare domande scomode e il diritto di un atleta di non essere vessato. Coulthard ha ricordato come certe domande ripetitive possano far saltare i nervi anche ai più calmi: “Se mettevano in dubbio la mia velocità in qualifica, era una domanda lecita, ma essere martellato sulla stessa cosa weekend dopo weekend non era facile, soprattutto se i toni erano sbrigativi o irridenti. I giornalisti hanno il diritto di scrivere quello che vedono, ma non dobbiamo dimenticare che nessun pilota è immune al dolore che può provocare una critica pubblica ferocemente personale”. Mentre la ferrari f1 e gli altri team si concentrano sulla prossima tappa a Miami, il "caso Suzuka" resta una ferita aperta nel rapporto tra i protagonisti del Circus e chi quel racconto deve scriverlo ogni giorno.

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Sezione: News / Data: Sab 11 aprile 2026 alle 11:15
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.