Max Verstappen, scegliendo di restare in Red Bull alla fine della scorsa stagione, ha evitato un salto nel buio ma ha anche accettato un rischio che adesso appare più concreto. Il campione olandese ha più volte chiarito che le sue critiche ai nuovi regolamenti non dipendono dai risultati: “Se vincessi, direi sempre esattamente la stessa cosa”. Un concetto che separa due piani: da una parte il suo malcontento per la direzione tecnica presa dalla Formula 1, dall’altra la competitività reale della Red Bull. E proprio qui nasce il problema. La squadra deve recuperare terreno soprattutto sul fronte telaistico, come ammesso anche da Laurent Mekies, mentre Verstappen guarda con attenzione agli eventuali correttivi della FIA. Ma sul 2026, almeno per ora, non sembrano attese rivoluzioni.

Mercedes cresce, Red Bull rincorre
Nel frattempo, a Brackley la situazione è cambiata. Toto Wolff, commentando le difficoltà della Red Bull, ha descritto la monoposto vista in Cina come qualcosa di “orribile da guidare”, sottolineando come da certe immagini onboard emergesse tutta la fatica di Verstappen. Parole forti, che si intrecciano con le indiscrezioni su un possibile interesse Mercedes mai del tutto spento. Eppure lo stesso Wolff ha frenato con decisione: “Abbiamo due piloti con contratti pluriennali e non potrei essere più felice di loro”. Una presa di posizione che dice molto. Se un anno fa Mercedes aveva bisogno di immaginare un futuro con Verstappen per tornare al vertice, oggi può permettersi di osservare da lontano. I progressi della vettura e la crescita di Andrea Kimi Antonelli hanno abbassato l’urgenza di affondare il colpo.

Il vero nodo è il futuro di Max
Il punto, allora, non è soltanto se la porta Mercedes sia ancora aperta, ma quanto sia davvero indispensabile per Wolff spalancarla. In passato il team principal aveva scherzato sul tema, lasciando intendere che aspettare potesse convenire anche sul piano economico. Battute, certo, ma con un fondo di verità. Se Mercedes si confermasse competitiva anche nel nuovo ciclo tecnico, l’idea di investire cifre enormi per assicurarsi Verstappen perderebbe forza. Per questo la scelta del campione del mondo oggi pesa di più: rimanere in Red Bull gli ha dato continuità, ma potrebbe avergli tolto potere contrattuale. Prima di tutto, però, resta una domanda decisiva, la stessa evocata da lui parlando di “decisioni di vita”: continuare o no in Formula 1. Solo dopo verrà il resto, compreso l’eventuale futuro lontano da Red Bull.

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Sezione: News / Data: Mer 08 aprile 2026 alle 14:47
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari