Charles Leclerc a 360° gradi. Il pilota monegasco della Ferrari ha concesso una lunga intervista ai microfoni di Motorsport per cercare di far capire quello che è il presente a Maranello e quelli che sono gli obiettivi futuri: “È vero che le scelte che si fanno fuori dalla pista condizionano molto la carriera, ma per quanto mi riguarda sono contentissimo di essere pilota Ferrari, è sempre stato un mio sogno, e la mia sfida è dare il mio contributo per riportare questa squadra a vincere. Sono consapevole dell’importanza delle scelte, ma oggi il mio unico obiettivo è tornare in alto con la Ferrari, e sono sicuro che ci sia il potenziale per arrivare dove vogliamo essere. Credo che quest’anno sia stato fatto un buonissimo lavoro, ma bisogna rimanere con i piedi per terra. Siamo convinti di non esserci risparmiati, ma in Formula 1 bisogna sempre essere molto cauti perché tutto è relativo. La bontà del lavoro emerge dal confronto con gli avversari, quindi non voglio sbilanciarmi. La pazienza bisogna averla, ed è una dote che ho sviluppato strada facendo, anni fa in effetti non ne avevo, o ne avevo poca. Quando si arriva ad avere un ritardo tecnico sappiamo bene che in Formula 1 ci vuole del tempo per riuscire ad azzerarlo e, durante questa fase, bisogna essere più calmi possibile, anche perché arrabbiarsi ed essere impazienti non è costruttivo. Credo di essere maturato da questo punto di vista, poi ovviamente non vedo l’ora di tornare a vincere delle gare, l’obiettivo di un pilota è sempre quello”.
CARLOS SAINZ - “Negli ultimi anni è stato in più squadre, e credo sia sempre interessante farsi un’idea di come lavorano gli avversari. Poi ho percepito subito la sua grande motivazione, è al primo anno in Ferrari e si vede che vuole subito fare molto bene, e questa euforia è contagiosa a beneficio di tutta la squadra. Credo che per un team sia sempre positivo avere due piloti che spingono e scalpitano per tornare alla vittoria. Con lui trascorro più tempo rispetto a quanto facevo con Vettel. Perché in passato io e Seb spesso ci incrociavamo, io arrivavo e lui partiva, o viceversa, mentre adesso con Carlos siamo in sede spesso negli stessi giorni e di conseguenza trascorriamo più tempo insieme”.
CORONAVIRUS - “Devo dire che tutto si è risolto nel migliore dei modi. Il giorno in cui ho ripreso ad allenarmi ho fatto un po’ più fatica del solito, ma credo sia stato dovuto più alle due settimane di stop che alle conseguenze del Covid. Successivamente ho fatto un check-up completo in Ferrari e non è emersa alcuna anomalia rispetto al mio quadro fisico abituale. Questo sistema ci ha consentito di tornare a correre e ci consente di continuare a farlo, e pensando a quanto mi mancherebbe non essere in pista, lo accetto senza problemi. Poi, ovviamente, ci sono tante cose che mi mancano della vita che ero abituato a fare, ma accetto i compromessi che servono oggi per competere in pista”.
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