Una ferita che va oltre il furto, oltre il valore materiale, oltre ogni logica razionale. La famiglia di Jules Bianchi si è ritrovata vittima di un episodio che ha colpito nel punto più sensibile: la memoria. Nella notte, ignoti hanno sottratto diversi kart appartenenti alla collezione JB17 Forever, tra cui l’ultimo mezzo utilizzato in carriera da Jules. Un gesto che scuote profondamente il mondo del motorsport e riapre una ferita mai rimarginata.

Il colpo nella notte e il valore che non si compra

A raccontare l’accaduto è Philippe Bianchi, padre di Jules, che ha voluto rivolgersi direttamente alla comunità del karting. I ladri hanno portato via nove telai JB17 Forever, ma soprattutto il kart KZ 125 ART GP con cui Jules aveva disputato le ultime gare prima del grande salto. “Non si tratta solo di mezzi da competizione, quello che ci è stato portato via rappresenta una parte della nostra storia e della vita di Jules”, è il senso del messaggio condiviso. Oltre a quel kart, sono spariti anche i mini kart dei nipoti, rendendo l’episodio ancora più doloroso per una famiglia che vive il motorsport come legame generazionale.

La memoria di Jules e l’appello al paddock

Il nome di Jules Bianchi resta scolpito nella storia della F1 Formula 1 e nel cuore degli appassionati. Quei kart non erano semplici cimeli, ma simboli di un percorso iniziato da bambino e culminato nel sogno Ferrari. “Vedere scomparire oggetti che raccontano il suo cammino ci fa male più di qualsiasi perdita economica”, trapela dal racconto di Philippe. Da qui l’appello: chiunque noti kart JB17 in circolazione è invitato a segnalarlo. Il paddock, spesso capace di grande solidarietà, è chiamato a proteggere la memoria di un pilota che ha lasciato un segno profondo anche in Ferrari F1 e nel mondo F1.

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Sezione: News / Data: Mer 07 gennaio 2026 alle 08:07
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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