Una curiosità dal passato del paddock torna ad animare il dibattito tra gli appassionati di F1 Formula 1. Secondo Helmut Marko, storico consigliere del programma giovani della Red Bull, ora pensionato, Lando Norris avrebbe potuto inserirsi alla perfezione nel sistema Red Bull già molti anni fa. Le dichiarazioni di Marko offrono uno sguardo interessante su come una singola scelta di carriera possa ribaltare il destino di un pilota e, forse, di un’intera squadra.
Un’opportunità mancata nei primi anni
Marko ha ricordato che, nelle fasi iniziali della carriera di Norris, ci furono contatti “a uno stadio molto precoce” tra il pilota britannico e il team austriaco. L’idea, nelle intenzioni di Red Bull, era quella di inserirlo nel proprio programma giovani, una fucina che ha sfornato campioni come Max Verstappen e Sebastian Vettel. Alla fine però Norris non firmò con Red Bull, scegliendo invece di crescere all’interno del vivaio McLaren, squadra con cui ha poi conquistato il titolo mondiale nel 2025. Marko ha commentato che l’accordo non andò in porto e che, a suo avviso, Norris “si sarebbe adattato molto bene” al modus operandi della squadra.
Il ruolo del driver programme nella Red Bull
La Red Bull è nota per il suo programma di sviluppo piloti, storicamente gestito da Marko per oltre due decenni, capace di portare giovani talenti fino alla massima serie. In passato questo sistema ha accolto nomi di spicco capaci di raggiungere successi notevoli, ma non sempre tutte le trattative si sono concretizzate. Il fatto che un talento come Norris fosse stato preso in considerazione testimonia la portata delle ambizioni del progetto Red Bull, pronto a investire su piloti con grande potenziale. Anche se la carriera di Norris ha seguito un’altra traiettoria, la riflessione di Marko evidenzia quanto il mercato dei giovani piloti sia stato e rimanga cruciale nella costruzione delle squadre di vertice.
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