La stagione 2026 si avvicina e i piani strategici dei team si stanno ridefinendo a tutto campo. Tra questi emerge una mossa che potrebbe avere ripercussioni profonde sulla griglia della F1 Formula 1: Mercedes sta valutando di ridurre il numero di squadre a cui fornisce le proprie power unit. A confermarlo è stato Toto Wolff, team principal e CEO della casa di Stoccarda, intervenuto nel podcast Beyond the Grid, dove ha spiegato la visione del team per il prossimo ciclo regolamentare e i motivi alla base di questa scelta.
La strategia dietro l’addio a un mercato ampio
Oggi Mercedes è il costruttore che fornisce il maggior numero di team in Formula 1: oltre alla squadra di casa, i motori tedeschi equipaggiano McLaren, Williams e dal 2026 anche Alpine. Ma Wolff ha rivelato che questo assetto potrebbe non durare oltre l’attuale ciclo regolamentare. “Stiamo discutendo internamente, insieme ai vertici del gruppo, di ridurre il numero di squadre che intendiamo alimentare nel prossimo ciclo”, ha spiegato, aggiungendo che il numero ideale potrebbe essere compreso tra due e tre. Una decisione dettata da una serie di considerazioni, tra cui i tempi di produzione, i carichi di lavoro e la necessità di fissare alcuni progetti con anticipo.
La lettura tecnica è chiara: più team si forniscono, più motori bisogna produrre e gestire. Attualmente Mercedes AMG High-Performance Powertrains deve assemblare fino a sedici motori per la sola apertura del campionato. Sebbene avere più squadre clienti possa offrire dati preziosi per l’evoluzione delle unità, questi vantaggi convivono con l’onere di tempi di consegna più lunghi e cicli di produzione più complessi. Wolff stesso ha sottolineato la difficoltà di bilanciare queste due esigenze, dato che l’obiettivo principale resta sempre la performance per la squadra ufficiale.
Impatti su clienti e competitività futura
La possibile riduzione dei clienti motore Mercedes potrebbe cambiare equilibri non da poco nel paddock. McLaren, Williams e Alpine, tutti attualmente legati a Mercedes per l’erogazione delle power unit, vedono i loro rapporti contrattuali estesi almeno fino al 2030. Tuttavia, Wolff ha lasciato intendere che guardare oltre l’attuale ciclo regolamentare comporterà un ridimensionamento naturale del numero di team alimentati dal costruttore tedesco, in parte anche per concentrare le risorse sullo sviluppo di un propulsore che possa tornare a lottare per il titolo con la squadra di fabbrica.
Un’altra lettura del messaggio di Wolff riguarda la posizione di Mercedes in relazione alle nuove regole tecniche: mentre il marchio si prepara a una stagione che promette di essere altamente competitiva dal lato power unit, l’idea di limitare le forniture può essere vista anche come un modo per difendere il vantaggio tecnologico e garantire che lo sviluppo sia più strettamente allineato agli obiettivi del team ufficiale. In un’era in cui i clienti con motori Mercedes sono stati tra i protagonisti più forti del campionato, questa scelta potrebbe segnare un nuovo corso nelle relazioni tra produttori e squadre nella massima categoria.
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