Nel mondo della Formula 1 la competizione non si esaurisce mai sotto la bandiera a scacchi. C’è una battaglia parallela, meno visibile ma altrettanto incisiva, che si consuma lontano dai cordoli. A riaccendere i riflettori su questo aspetto è stato Zak Brown, CEO della McLaren, che ha raccontato senza troppi filtri come il team di Woking utilizzi anche la pressione psicologica come parte integrante della propria strategia sportiva.

La politica del paddock secondo Zak Brown

Intervenuto ai microfoni, Brown ha spiegato come il paddock moderno sia un ambiente estremamente politico, dove ogni dichiarazione pubblica può diventare uno strumento per destabilizzare i rivali. “In Formula 1 non basta costruire una macchina competitiva, bisogna anche provare a spostare gli equilibri mentali degli altri team,” ha raccontato il dirigente americano, lasciando intendere che il gioco delle dichiarazioni non è mai casuale. Secondo Brown, il cosiddetto “rumore” mediatico può insinuare dubbi, creare tensioni interne e costringere gli avversari a reagire, togliendo energie preziose allo sviluppo tecnico.

Questo approccio, lungi dall’essere improvvisato, viene considerato da McLaren come una componente normale della competizione ai massimi livelli. In un campionato in cui i margini sono ridottissimi, anche un piccolo vantaggio psicologico può fare la differenza tra vincere e inseguire.

I “biscotti avvelenati” e la strategia di Stella

A rendere ancora più esplicita questa filosofia è stato il team principal Andrea Stella, che ha utilizzato una metafora destinata a far discutere. “Li chiamiamo biscotti avvelenati,” ha spiegato, riferendosi a quelle dichiarazioni o messaggi studiati per sembrare innocui ma capaci di creare fastidio o confusione negli avversari. Non si tratta, ovviamente, di scorrettezze sportive, bensì di una sottile guerra mentale che si gioca tra conferenze stampa, interviste e indiscrezioni fatte filtrare ad arte.

In un’epoca in cui la F1 Formula 1 è sempre più esposta mediaticamente, queste dinamiche assumono un peso crescente. Le parole di Brown e Stella raccontano un paddock dove la pressione non arriva solo dal cronometro, ma anche da ciò che viene detto – o lasciato intendere – lontano dalla pista, in una sfida che coinvolge nervi, concentrazione e capacità di gestione dello stress.

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Sezione: News / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 09:11
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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