Max Verstappen ti porta in terapia. Dietro le quinte della Formula 1 si nascondono spesso storie che raccontano la pressione estrema vissuta dai piloti ai massimi livelli. Una di queste arriva direttamente da Sergio Perez, che in una lunga intervista a Racing News 365 ha svelato un retroscena sorprendente dei suoi primi mesi in Red Bull. Un episodio che mette in luce non solo il peso psicologico di guidare una monoposto di vertice, ma anche il ruolo centrale avuto da Helmut Marko nel tentativo di rimettere il messicano sulla giusta rotta.

L’impatto con Red Bull e la proposta di Marko

Quando Sergio Perez arrivò in Red Bull, i risultati iniziali non furono all’altezza delle aspettative. È in quel contesto che, come raccontato a Racing News 365, intervenne direttamente Helmut Marko. “Dopo le prime gare senza risultati mi dissero subito che avevo bisogno di uno psicologo, che dovevo assolutamente parlarci”, ha spiegato Perez, ricordando come fosse disposto a tentare qualsiasi strada pur di ritrovare fiducia. Il primo contatto fu quasi informale, una chiacchierata iniziale con uno specialista inglese, organizzata senza troppe aspettative. Perez racconta di aver accettato l’idea con apertura, più per necessità che per convinzione, in un momento in cui la pressione interna stava iniziando a farsi sentire in modo pesante.

La fattura choc e gli effetti in pista

Il vero colpo di scena arrivò quando lo psicologo si presentò in fabbrica con una richiesta di pagamento fuori da ogni immaginazione. “Un giorno si presenta e mi dice che c’era una fattura da saldare: seimila sterline per una sola chiamata. Poi aggiunge: mandala a Helmut, paga lui”, ha raccontato Perez, ancora incredulo per quella cifra. Secondo quanto riferito a Racing News 365, Marko non batté ciglio e considerò l’investimento pienamente giustificato. “Mi chiese come fosse andata e disse che con quella sessione eravamo a posto”, ha aggiunto il messicano. Col tempo, però, Perez ha riconosciuto che quell’aiuto ebbe un impatto reale: “I risultati iniziarono ad arrivare. Alla fine quella chiamata funzionò davvero”. Nonostante ciò, negli anni successivi, nei momenti di difficoltà, il dubbio tornava a riaffacciarsi. Perez ha ammesso che il vero problema nasce quando non ci si fida più della macchina: “Se in auto pensi a cosa succederà, a dove potresti andare a muro, non puoi essere veloce”.

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Sezione: News / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 23:03
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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