L’esordio in pista della McLaren nei test prestagionali 2026 a porte chiuse di Barcellona, con Lando Norris al volante, ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulle aspettative del team campione del mondo in carica. A rispondere alle domande è stato Craig Slater durante un Q&A di Sky Sports UK, offrendo una lettura realistica e tutt’altro che trionfalistica del momento che vive la squadra di Woking.

Dall’Everest al campo base

Slater ha utilizzato una metafora molto chiara per descrivere lo stato d’animo interno alla McLaren dopo il doppio titolo conquistato: “Il messaggio che mi è arrivato da loro è che, dopo aver ‘scalato l’Everest’ vincendo da team cliente il mondiale costruttori e quello piloti lo scorso anno, ora sono tornati al ‘campo base’”. Un ridimensionamento apparente che, secondo il giornalista britannico, è assolutamente comprensibile in vista di un nuovo ciclo regolamentare: “È una posizione anche giusta”, ha spiegato, sottolineando come il 2026 rappresenti di fatto un nuovo inizio per tutti.

Vincere crea abitudine e McLaren lo sa

Nonostante il tono prudente, Slater ha evidenziato un aspetto chiave che gioca a favore della squadra di Zak Brown: “Vincere è un’abitudine”. Un concetto che pesa, soprattutto considerando la struttura tecnica costruita negli ultimi anni.

“L’expertise che Zak Brown è riuscito a mettere insieme è formidabile”, ha aggiunto Slater, rimarcando la solidità di un gruppo che oggi non è più una sorpresa, ma una realtà consolidata nel vertice della Formula 1.

Stella e Marshall una direzione chiara

Grande fiducia viene riposta nella guida tecnica del team. Slater ha infatti sottolineato come Andrea Stella e Rob Marshall abbiano un piano ben definito: “Hanno una visione molto chiara su come affrontare questa stagione e la convinzione di poter migliorare la vettura nel corso dell’anno”.

Un elemento che porta inevitabilmente a un paragone con il recente passato: “Potrebbe essere qualcosa di simile al 2024 per loro?”, si chiede Slater. Ovvero una McLaren capace di crescere progressivamente, senza partire necessariamente come riferimento assoluto.

Pressione diversa ma aspettative inevitabili

Il quadro che emerge è quello di una McLaren che prova a gestire il peso del successo senza subirlo. Ufficialmente si parla di prudenza e di ritorno al campo base, ma con una struttura vincente, due piloti affermati e una leadership tecnica stabile, le aspettative restano inevitabilmente alte.

Il 2026 dirà se McLaren saprà trasformare l’abitudine alla vittoria in continuità, o se davvero servirà una nuova scalata. Di certo, come lascia intendere Slater, il team di Woking non riparte da zero. Riparte da chi sa già cosa significa arrivare in cima.

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Sezione: News / Data: Mer 28 gennaio 2026 alle 18:26
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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