La nuova McLaren MCL40 ha acceso la discussione tecnica dopo le prime uscite in pista al test di Barcellona, mostrando soluzioni aerodinamiche che sembrano spingere oltre i limiti delle regole 2026. Se a prima vista la monoposto del team di Woking può sembrare nel profilo familiare delle vetture di quest’anno, è nei dettagli che si nasconde la vera ambizione: geometrie complesse, componenti disegnati con precisione chirurgica e scelte che puntano a domare i flussi d’aria in modo più efficiente di quanto visto finora. il sito di infromazione PlanetF1 ha parlato così delle nuove invenzioni di Rob Marshall. 

Ala anteriore: non convenzionale ma pensata per prestazioni

Il cuore dell’interesse tecnico intorno alla MCL40 è l’innovativo assetto aerodinamico dell’ala anteriore. Mentre molte squadre stanno ancora cercando di interpretare le regole per ottenere la migliore efficienza, McLaren ha adottato un profilo estremamente “twistato” sull’endplate, con la parte interna del bordo d’attacco ruotata e la sezione esterna che si estende verso le alette superiori. Questa soluzione non segue i classici concetti di outwash, ma punta a manipolare il flusso d’aria in modo da creare una wake più pulita dietro le ruote anteriori, riducendo turbolenze e massimizzando l’effetto complessivo degli elementi aerodinamici davanti alla vettura.

Non si tratta solo di una forma strana: la MCL40 utilizza un piano principale e alette superiori a tutta larghezza con una corda più stretta nella sezione centrale, oltre a piloni curvi che aiutano ad incanalare il flusso d’aria lungo l’asse della vettura, rendendo il fronte più “affilato” e meno ostacolante. Anche la gestione degli attuatori dell’aerodinamica attiva è integrata internamente, con componenti minimi esposti, sacrificando la tradizionale presenza di pod esterni per ridurre ulteriormente le turbolenze. 

Pavimento e deflettori: complessità oltre le aspettative

Oltre all’ala, l’altra zona che cattura lo sguardo dei tecnici è il pacchetto di deflettori e la sezione del pavimento. Rispetto alla disposizione più standard di slat orizzontali o elementi a L alti, McLaren ha scelto una combinazione di due slat di base sormontati da una sezione che ricorda una vela, con geometrie sottili e complesse pensate per gestire il flusso lungo i bordi e creare coesione con le lamelle sottostanti. Questa configurazione sfrutta un’area “affondata” per ottenere effetti aerodinamici che una superficie liscia non potrebbe generare, e gli elementi strutturali di supporto sono anche modellati per incanalare l’aria con precisione, riducendo le dispersioni e massimizzando l’effetto utile. 

La MCL40 è, quindi, molto più di una semplice evoluzione della monoposto campione: è una dichiarazione tecnica che mette il design aerodinamico al centro dello sviluppo, con McLaren pronta a sfruttare ogni centimetro delle regole 2026 per ottenere vantaggi sul resto della griglia. Il lavoro uscito da Barcellona non è solo formale, ma rivela un progetto maturo e con idee chiare: gestire i flussi in modo che la macchina sia veloce nei lunghi tratti e stabile nei punti più critici, un equilibrio che potrebbe dare vantaggi evidenti già nei test in Bahrain e poi in gara. 

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Sezione: News / Data: Sab 31 gennaio 2026 alle 10:04
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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