Ci sarebbe una vera corsa mondiale se Lewis Hamilton e Ferrari non avrebbero fatto incetta di una serie penalità e scelte sbagliate al pit stop. L'inglese dista cinquanta punti dal leader Andrea Kimi Antonelli ma sarebbe potuto stare a più o meno la metà. A Casinostugan, l'ex pilota Johnny Herbert parla male del sette volte campione del mondo.

"Il rapporto tra commissari e piloti è in genere molto buono. Le linee guida per i piloti sono chiare e ben note. Si tratta di un equilibrio che coinvolge FIA, commissari e piloti, e riflette il modo in cui i driver vogliono che determinate situazioni vengano valutate dal loro punto di vista. Quando in pista accade qualcosa, come per esempio un eccesso di velocità, non conta se il margine è minimo: la penalità scatta comunque.

Non si può dire che sia stata solo sfortuna. E non si può, né si deve, sanzionare un pilota solo perché non ci è simpatico. Non funziona così: ci sono delle linee guida precise. In sala operano quattro commissari, che lavorano a stretto contatto. Ignorare regolamento e linee guida creerebbe solo problemi e irriterebbe i piloti. Un pilota non può prendersela con il sistema: la coerenza nell’applicazione delle penalità è fondamentale, ed è proprio ciò che squadre e piloti chiedono sempre. Secondo me, i commissari fanno questo lavoro molto, molto bene”.

“La penalità per l’eccesso di velocità è stata semplicemente un errore di Hamilton”, ha aggiunto. “Non si può attribuire a nessun altro. È stata una valutazione completamente sbagliata. Il Lewis di dieci anni fa avrebbe commesso un errore del genere? Probabilmente no. Non so perché abbia sbagliato così clamorosamente, ma non ci sono scuse. Non è che i commissari abbiano qualcosa contro Lewis: non funziona così. Deve semplicemente smettere di commettere errori che lo portano in quella situazione”.

Sezione: Ferrari / Data: Mar 04 agosto 2026 alle 08:46
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.