Il recente fine settimana di Monza non è stato solo il palcoscenico per le sfide in pista, ma ha riacceso i riflettori su uno dei volti più amati del paddock. Dopo aver fatto emozionare i tifosi al volante della Ferrari F2002 di Michael Schumacher, Sebastian Vettel ha colto l'occasione per dire la sua sul nuovo corso della Formula 1. Il quattro volte campione del mondo ha analizzato le profonde modifiche previste per il 2026, affrontando le recenti lamentele dei piloti sull'eccessiva automazione dei sorpassi. 

Il peso del nuovo regolamento
La rivoluzione aerodinamica e motoristica del 2026 ha sollevato non poche perplessità all'interno della griglia attuale. Diversi piloti hanno espresso frustrazione per un sistema che sembra privilegiare la semplice pressione di un pulsante rispetto alla pura abilità di guida nella costruzione di un sorpasso. Nonostante queste critiche, l'ex alfiere di Red Bull e Ferrari vede ancora molti motivi per appassionarsi. Intervenuto ai microfoni di RacingNews365 e di altre testate, Vettel ha offerto la sua prospettiva: 
"È emozionante, le corse sono emozionanti. Capisco cosa intendete e capisco quale sia la domanda, e credo che sia per questo che è così emozionante: c'è molto di più da analizzare quando si guarda alla Formula 1. Ovviamente, dal punto di vista del pilota, voglio guidare l'auto migliore e voglio vincere le gare. Ma allora, qual è l'auto migliore? L'auto del 2002 era all'avanguardia a quel tempo e una pioniera, e rappresenta molto di ciò che la Formula 1 significa. Le auto di oggi fanno lo stesso, e penso che si tratti di prestazioni, precisione, disciplina, duro lavoro, ma anche di responsabilità e di portare tutto questo avanti. Quindi anche preoccuparsi del futuro, cosa che queste auto stanno cercando di fare". 

I dubbi sulle Power Unit e la visione futura
La Federazione Internazionale ha già confermato che nei prossimi anni verranno apportate ulteriori modifiche alle Power Unit per cercare di migliorare l'esperienza di guida. Anche Vettel ha ammesso di non essere un estimatore delle attuali soluzioni motoristiche, pur ribadendo che lo stato di salute generale dello sport rimane solido. Il campione tedesco non ha nascosto le sue perplessità tecniche, mantenendo però uno sguardo propositivo. "Probabilmente non sono d'accordo con tutto ciò che abbiamo attualmente nei regolamenti, dal punto di vista della guida. Ma guardando al futuro, è lì che c'è un'enorme possibilità di coinvolgere le persone e, forse anche attraverso un momento come quello di oggi, ricordare loro cosa è stato lo sport, cosa è lo sport e cosa dovrebbe e può essere in futuro, e farlo in modo responsabile. Una cosa non deve escludere l'altra. Dobbiamo trovare pratiche in cui tutto ciò che siamo in grado di fare si combini con le cose che amiamo". 

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Sezione: News / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 18:00
Riccardo Ciadini / Twitter: @ciadinino
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Riccardo Ciadini
autore
Classe 2004, Riccardo concilia l’indole per la scrittura ed il video-making all’amore per il cinema e il teatro. Studente di teatro e cinema, lavora nel sociale e passa il tempo libero a scrivere sceneggiature per spettacoli e cortometraggi indipendenti. Nel 2006 esce il classico Pixar Cars e nasce la sua fissazione per il mondo delle corse