Nel giovedì di Shanghai, Fernando Alonso è tornato a vestire i panni del leader carismatico e, a tratti, provocatorio. Lo spagnolo ha analizzato il difficile avvio del binomio Aston Martin-Honda, cogliendo l'occasione per una riflessione profonda sulla sua prima, tormentata esperienza con il costruttore giapponese. In un 2026 dove le "astronavi" Mercedes dettano legge, l'asturiano rivendica la sua integrità professionale e traccia la rotta per uscire dalla crisi tecnica.

"Non ero pazzo": la rivendicazione di Fernando

Interpellato sulla differenza di approccio rispetto al decennio scorso, Alonso ha respinto l'etichetta di pilota "difficile", sottolineando come la narrazione mediatica della F1 abbia spesso distorto la realtà di quegli anni in McLaren.

"Sulla differenza di prospettiva dopo dieci anni, rispondo sì e no. Certamente oggi ho una maturità diversa, ma non credo che allora la situazione fosse così drammatica come veniva dipinta. Questa è la Formula 1, un mondo estremamente mediatico: quando vinci titoli lottando solo contro il tuo compagno sei considerato un Dio, ma se affronti un periodo buio tutto viene ingigantito. Forse oggi molti hanno cambiato idea su di me, capendo che dieci anni fa avevo ragione. Mi sorprende che solo ora si comprenda quanto quel progetto non fosse maturo; all'epoca io, Jenson Button e Stoffel Vandoorne dicevamo le stesse cose, ma sembrava che solo io fossi quello folle a criticare. Ero un bi-campione del mondo che voleva vincere: avrei dovuto applaudire in macchina per un lavoro insufficiente?".

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Aston Martin e Honda: un solo team contro le vibrazioni

Se il passato è una ferita rimarginata, il presente dell'Aston Martin è una sfida ingegneristica totale. Fernando ha spiegato come il team di Silverstone stia mettendo a disposizione le proprie risorse per risolvere i problemi di deployment e le vibrazioni che affliggono il motore giapponese.

"Attualmente posso solo impegnarmi ancora di più, supportando Honda attraverso la riallocazione di alcune risorse di Aston Martin verso lo sviluppo dell'unità motrice, concentrandoci su questioni come le vibrazioni e l'erogazione della potenza. Viviamo in una F1 diversa, dove grazie a dati e GPS possiamo analizzare ogni dettaglio degli avversari. Possiamo permettere a Honda di focalizzarsi su un singolo aspetto mentre noi li supportiamo in altre aree. Siamo un'unica entità; l'avvio è stato turbolento, ma confido che non durerà per sempre, anche se non esiste una soluzione immediata."

Inseguire le "Astronavi": il gap tecnologico del 2026

Mentre Alonso cerca di puntellare il progetto Honda, la F1 di Wolff e Vasseur corre veloce. La Ferrari testerà l'ala "Macarena" reverse a Shanghai per colmare quel gap di otto decimi dalla Mercedes, mentre la Williams di Albon cerca disperatamente di perdere i suoi 28 kg di sovrappeso.

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Sezione: News / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 11:38
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate