L'esordio del Mondiale 2026 a Melbourne non ha tradito le attese, regalando un avvio di gara che è un vero e proprio manifesto del nuovo regolamento. Se il sabato di qualifica aveva lasciato qualche dubbio sulle gerarchie, la domenica australiana ha rimescolato le carte fin dal semaforo verde. La Ferrari è scattata con un piglio diverso, più aggressivo e consapevole, riuscendo a prendersi la leadership e a dettare il ritmo in una fase iniziale caratterizzata da sorpassi continui e una gestione gomma che sembrava sorridere alla Rossa. Tuttavia, l'imprevisto è arrivato al tredicesimo passaggio, mandando in frantumi i piani prestabiliti dei muretti box.

Il blackout di Hadjar e la mossa a sorpresa di Brackley

Il ritiro improvviso di Isack Hadjar ha innescato una Virtual Safety Car che ha spaccato il Gran Premio in due. In quel preciso istante, la Mercedes ha scelto la via del rischio calcolato: i tecnici delle Frecce d'Argento hanno richiamato immediatamente le vetture di George Russell e Andrea Kimi Antonelli per il cambio sugli pneumatici nuovi, approfittando del "tempo regalato" dalla neutralizzazione. Una scelta diametralmente opposta a quella della Ferrari, che ha preferito proseguire, mantenendo la posizione in pista ma restando con coperture via via più stanche. Charles Leclerc ha esteso il suo primo stint di ben tredici giri rispetto ai rivali diretti, sedici invece per linglese

Chi avrà ragione alla bandiera a scacchi?

Il Gran Premio si è trasformato in una partita a scacchi a 300 km/h. La Ferrari sta tentando la missione "one-stop", puntando tutto sulla gestione della mescola e sulla solidità difensiva, mentre la Mercedes vola con un passo gara nettamente superiore, consapevole però di dover tornare ancora una volta ai box per l'ultimo cambio gomme. È una sfida tra la costanza della Rossa e l'esplosività delle Mercedes, che in questa fase centrale sembrano avere una marcia in più. 

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Sezione: News / Data: Dom 08 marzo 2026 alle 05:45
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.