Sono passati diciotto anni, ma basta un post su Instagram per riaccendere una delle rivalità più esplosive e leggendarie nella storia della Formula 1: quella tra Lewis Hamilton e Fernando Alonso. L’ultimo capitolo è arrivato dopo il Gran Premio di Singapore 2025, quando il pilota Ferrari ha risposto con sarcasmo alle parole furenti dello spagnolo, pubblicando una clip della sitcom britannica “One Foot in the Grave” in cui il protagonista urla: “I don’t believe it!”. Una frecciata sottile, accompagnata dalla didascalia “18 years off…”, che ha riportato tutti indietro al 2007, l’anno in cui tutto cominciò.
2007, la miccia accesa a Woking
L’era Hamilton-Alonso nasce nella McLaren di Ron Dennis, nel 2007. Alonso, appena arrivato da due titoli mondiali con la Renault, doveva essere il leader del nuovo progetto. Accanto a lui, un debuttante britannico dal talento cristallino e dall’ambizione smisurata: Lewis Hamilton. Quella che doveva essere una stagione di dominio per la McLaren si trasformò in un terremoto interno fatto di silenzi, sfuriate e ripicche.
Il giovane Hamilton, invece di accettare il ruolo di secondo, mise subito Alonso sotto pressione, battendolo in pista e conquistando il cuore della squadra e dei media inglesi. “Non volevo essere il numero due di nessuno, neanche del campione del mondo”, dirà anni dopo Hamilton. Dall’altra parte, Alonso non digerì quella che considerava una mancanza di rispetto e di riconoscenza: “Non era una questione di velocità, ma di equilibrio. L’ambiente non era più sano”.
Le tensioni esplosero durante il Gran Premio d’Ungheria, quando Alonso bloccò Hamilton ai box durante le qualifiche, impedendogli di completare l’ultimo giro lanciato. Il clima divenne tossico. La McLaren finì travolta dallo scandalo “Spygate” con la Ferrari, e la rivalità tra i due piloti trasformò la squadra in un campo di battaglia. Il risultato finale fu paradossale: entrambi chiusero il campionato con 109 punti, perdendo il titolo per un solo punto a favore di Kimi Räikkönen. Nessuno vinse davvero, ma la Formula 1 non fu più la stessa.
Da rivali a simboli di due epoche
Dopo quella stagione infuocata, Alonso lasciò la McLaren per tornare in Renault, mentre Hamilton restò e vinse il suo primo titolo mondiale nel 2008. Da lì, le loro carriere presero direzioni diverse, ma sempre intrecciate: Hamilton costruì una dinastia con la Mercedes, Alonso inseguì il riscatto in Ferrari e poi di nuovo in McLaren, senza mai smettere di cercare il terzo titolo che gli sfuggì sempre per un soffio.
Nel frattempo, la loro rivalità cambiò forma. Non più un duello diretto ogni weekend, ma un confronto di filosofie e di mentalità: la freddezza analitica di Hamilton contro la passione ribelle di Alonso. Due mondi opposti che si rispettano, ma che non si amano. “Con Fernando ho imparato tanto”, ha ammesso Hamilton in più occasioni. “È uno dei più forti che abbia mai affrontato, ma siamo diversi in tutto”. Lo spagnolo, dal canto suo, non ha mai nascosto un pizzico d’amarezza: “Lewis è sempre stato nel posto giusto al momento giusto. Io, quasi mai”.
Singapore 2025, il duello eterno
L’ultimo episodio di questa saga si è consumato a Singapore, quando Hamilton – ora in tuta rossa – è riuscito a tenere dietro Alonso negli ultimi giri, nonostante gravi problemi ai freni. Lo spagnolo, furioso via radio, aveva gridato: “Non posso crederci! È sicuro guidare senza freni?”. Poche ore dopo, la risposta ironica di Hamilton su Instagram ha riacceso la miccia di una rivalità mai sopita.
Quella frase – “18 years off…” – è più di una battuta. È un promemoria per entrambi e per tutto il paddock: che, nonostante il tempo, le squadre cambiate e i titoli conquistati, il loro duello rappresenta ancora l’essenza pura della Formula 1. Due piloti diversissimi, accomunati solo da una fame inestinguibile di vittoria e da un ego pari al loro talento.
Un’eredità che durerà oltre la pista
Hamilton e Alonso non sono semplicemente due grandi campioni: sono due facce della stessa medaglia, l’eterno conflitto tra genio e orgoglio, tra controllo e passione. La loro rivalità ha definito un’epoca e influenzato intere generazioni di piloti, da Verstappen a Norris. Nel 2007 si detestavano, nel 2025 si punzecchiano con ironia. Ma la verità è che si sono forgiati a vicenda. Senza Alonso, forse Hamilton non sarebbe diventato il dominatore che conosciamo. Senza Hamilton, Alonso non avrebbe mai avuto un avversario all’altezza del suo carattere indomabile.
E mentre i due si preparano a scrivere gli ultimi capitoli delle loro carriere, una cosa è certa: finché in griglia ci saranno Lewis Hamilton e Fernando Alonso, la Formula 1 avrà sempre qualche storia da raccontare.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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