Norris contro le “narrazioni” su Red Bull
Lando Norris ha risposto con tono deciso a chi ha definito il Gran Premio di Singapore un “test decisivo” per misurare i progressi della Red Bull. Il pilota britannico, pur riconoscendo la forza della scuderia di Milton Keynes, ha rifiutato l’idea che il team campione del mondo stesse attraversando un periodo di debolezza. Dopo la qualifica, in cui Max Verstappen ha chiuso secondo dietro a George Russell, Norris ha ironizzato: “Sono a quattro decimi dalla pole, quindi la mia macchina dev’essere quattro volte peggiore della sua lo scorso anno”.
Le sue parole, apparentemente scherzose, sono servite per sottolineare come Red Bull non abbia mai davvero “faticato” e che, anche nelle piste più complesse, resti sempre un riferimento. Lando ha evidenziato che i miglioramenti del team austriaco non sono una sorpresa, ma il frutto di un lavoro costante e di aggiornamenti mirati che hanno dato risultati già a Monza e Baku.
Il punto di vista McLaren e la replica di Stella
Andrea Stella, team principal McLaren, ha offerto una visione più analitica, definendo Singapore un banco di prova utile per capire se Red Bull fosse riuscita a risolvere le difficoltà storiche su piste ad alto carico aerodinamico. Il dirigente italiano ha ammesso che Verstappen e il suo team hanno saputo adattarsi perfettamente, confermando un’evoluzione tecnica evidente. Tuttavia, ha anche rivelato che la McLaren ha da tempo sospeso gli sviluppi sulla MCL39 per concentrarsi completamente sul progetto 2026, mentre i rivali continuano a introdurre aggiornamenti in pista.
Stella ha riconosciuto che questa scelta strategica sta rendendo più visibili le aree deboli della monoposto, soprattutto su circuiti con curve lente e frenate su fondi irregolari, come accaduto a Singapore. Nonostante ciò, in condizioni di gara, la McLaren ha mantenuto un passo competitivo, segno che il potenziale complessivo resta alto.
Equilibrio ritrovato nella sfida al vertice
Il confronto tra Norris e Verstappen riflette un equilibrio sempre più sottile tra le due squadre di vertice. Lando, impegnato anche nella lotta interna con Piastri per il titolo, sa bene che una Red Bull ritrovata rappresenta una minaccia diretta alla sua rincorsa iridata. McLaren riconosce il valore dei rivali, ma non intende cedere al pessimismo: il team vede ancora margini di forza nelle tappe finali, come Brasile, Qatar e Abu Dhabi.
Singapore, insomma, non ha segnato un’inversione di tendenza, ma ha confermato che la lotta per la supremazia tecnica in Formula 1 è tutt’altro che chiusa. Norris e Stella concordano su un punto: Red Bull è tornata competitiva, ma la McLaren non ha intenzione di restare a guardare.
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