Il debutto dell'ala "Macarena" sulla Ferrari SF-26 ha scosso il paddock di Shanghai. A fare chiarezza sulla complessità ingegneristica di questa soluzione ci ha pensato Matteo Bobbi. L'analista tecnico ha spiegato a Sky F1 come Maranello sia riuscita a spingersi oltre i limiti convenzionali della Formula 1, creando un dispositivo capace di trasformarsi da paracadute aerodinamico a proiettile da rettilineo in meno di mezzo secondo.

Ingegneria estrema: un attuatore invisibile per la "Macarena"

Secondo Matteo Bobbi, la realizzazione tecnica dell'ala reverse è un capolavoro di micro-ingegneria. Nonostante il regolamento imponga l'uso di un solo attuatore, i tecnici della Scuderia Ferrari HP sono riusciti a nasconderlo magistralmente all'interno della paratia laterale destra, riducendo al minimo l'impatto aerodinamico del meccanismo stesso.

"Siamo di fronte a un lavoro di ingegneria estremamente avanzato. Ferrari è riuscita ad 'affogare' l'unico attuatore consentito nella paratia laterale, creando un dispositivo piccolissimo ma potentissimo. Il movimento di rotazione dell'ala è fulmineo: avviene in meno di 400 millesimi di secondo, rispettando perfettamente i limiti temporali imposti dalla FIA per i sistemi mobili."

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Il paracadute e il rischio bloccaggio: il rebus di Hamilton

L'ala reverse non serve solo per correre forte sul dritto, ma crea un "effetto paracadute" che aiuterebbe enormemente in frenata. Tuttavia, Bobbi avverte che questa potenza frenante aggiuntiva è un'arma a doppio taglio, spiegando forse i problemi avuti da Lewis Hamilton nei primi minuti delle FP1.

Con le attuali Power Unit 2026 che ricaricano costantemente l'energia in staccata, il ponte posteriore è già al limite della stabilità. Se a questo si aggiunge la pressione aerodinamica invertita dell'ala, il rischio di bloccaggio del ponte diventa altissimo. Per questo i piloti Ferrari devono chiudere il flap leggermente prima di quanto farebbero con un'ala tradizionale, per evitare testacoda ad alta velocità.

I tre principi del vantaggio Ferrari

L'analisi di Matteo Bobbi si sofferma su tre punti cardine che rendono questa soluzione superiore a quelle di Mercedes, Red Bull e McLaren:

Effetto Lift: Quando l'ala si capovolge a 270 gradi, altera i profili invertendo il dorso. Questo crea una tendenza della macchina ad alzarsi (lift), annullando drasticamente il drag.

Slow Gap: L'apertura maggiorata migliora la resistenza all'avanzamento, permettendo alla vettura di "scivolare" meglio nell'aria.

Stallo del diffusore: L'ala lavora in sinergia con l'estrattore. Aumentando la pressione nella zona sovrastante, la Ferrari riesce a mandare parzialmente in stallo il diffusore, liberando ulteriore velocità di punta.

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Sezione: News / Data: Ven 13 marzo 2026 alle 05:04
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate