I motori si sono spenti al Montmelò e, calcolatrice alla mano, la prima classifica "ufficiosa" dell'era 2026 regala subito un titolo da prima pagina. Il giro più veloce della settimana porta la firma di Lewis Hamilton e della Ferrari. Un 1:16.348 che mette il sette volte iridato davanti al suo ex compagno George Russell per meno di un decimo. Un segnale? Forse. Ma c'è molto di più dietro ai numeri.

Top 5: Equilibrio totale

Guardando la lista dei tempi combinati, salta all'occhio quanto siano vicini i tre top team. Ferrari, Mercedes e McLaren sono racchiuse in un fazzoletto di millesimi. Ecco la classifica finale ufficiosa:

Lewis Hamilton (Ferrari) - 1:16.348

George Russell (Mercedes) - 1:16.445

Lando Norris (McLaren) - 1:16.594

Charles Leclerc (Ferrari) - 1:16.653

Kimi Antonelli (Mercedes) - 1:17.081

Il "Fantasma" svanito: auto indistruttibili?

L'aspetto più sorprendente di questi quattro giorni, però, non è la velocità, ma la robustezza. Alla vigilia si temeva un'ecatombe di motori e sistemi ibridi. Invece, l'analisi del paddock è chiara, l'inaffidabilità fa casa solo alla Williams. A parte i guai di gioventù di Audi e lo stop McLaren, le nuove Power Unit hanno retto sforzi enormi, vedi la maratona della Mercedes.

Aston Martin: Estrema o rischiosa?

Con l'assenza della Williams, abbiamo visto tutte le carte in tavola. La diversità di design è fantastica, ma gli occhi sono tutti per l'Aston Martin. La vettura di Newey è definita "la più estrema" del lotto per le sue forme radicali. Attenzione però agli entusiasmi facili. Nel paddock serpeggia un paragone scomodo per cui estremo a questo punto non vuol dire per forza innovativo e vincente. L'Aston Martin è un cantiere aperto e il rischio che la genialata aerodinamica sia difficile da far funzionare (come accadde alla W13) esiste.

Il Bilancio: Ferrari e Mercedes sorridono

Come sempre, i tempi vanno presi "con un pizzico di sale in zucca", carichi di benzina e mappature sono ignoti. Ma una cosa è certa: sia a Maranello che a Brackley si respira aria buona. Se Ferrari e Mercedes cercavano conferme sulla bontà del progetto, le hanno avute. Hamilton davanti a tutti è solo la ciliegina sulla torta di un inverno nato bene. Ora testa al Bahrain e alle modifiche di questi 10 giorni.

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Sezione: News / Data: Ven 30 gennaio 2026 alle 18:47
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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