Un 2025 fallimentare, prestazioni altalenanti e un senso di disillusione crescente tra i tifosi: la Ferrari continua a faticare nel trovare la direzione giusta. Nonostante l’arrivo di Lewis Hamilton e un inizio incoraggiante nei test, il bilancio del Cavallino a sei gare dal termine è impietoso: nessuna vittoria, poche soddisfazioni e un distacco tecnico sempre più evidente dai rivali.
Il sette volte campione del mondo, dopo il GP di Singapore, ha analizzato con estrema lucidità le ragioni del calo prestazionale, puntando il dito sul vero tallone d’Achille della SF-25: il retrotreno.
Hamilton: “Siamo troppo limitati al posteriore”
“Al momento siamo davvero limitati al posteriore, rispetto a chi ha fatto un passo avanti migliorando la trazione e la stabilità in uscita di curva”, ha spiegato Hamilton ai microfoni di Sky. Parole che confermano quanto già emerso negli ultimi mesi: la Ferrari soffre una mancanza cronica di aderenza nella parte posteriore, un difetto che influenza pesantemente sia la gestione delle gomme che la fiducia dei piloti in frenata e in accelerazione.
“Tutto si gioca su quanto riusciamo a estrarre in qualifica”, ha aggiunto Hamilton, “ma in questo momento dobbiamo tirare fuori il 105% dalla macchina per riuscire a battere quelli davanti. Ed è difficile farlo ogni weekend.”
Un problema tecnico e filosofico
Il posteriore della SF-25 è diventato il simbolo della crisi tecnica di Maranello. Dopo gli aggiornamenti introdotti tra Spa e Zandvoort, la monoposto ha perso equilibrio e coerenza aerodinamica. La nuova sospensione posteriore, pensata per migliorare il comportamento sulle piste lente, ha invece accentuato la tendenza al surriscaldamento delle gomme e ridotto la trazione in uscita dalle curve.
Il risultato? Piloti costretti a convivere con un’auto imprevedibile, che richiede uno stile di guida estremamente pulito e una gestione quasi esasperata dei freni e delle temperature. Hamilton, che di vetture vincenti ne ha guidate tante, sembra aver colto subito il cuore del problema: la Ferrari non riesce a mettere insieme le varie componenti del suo progetto.
Un equilibrio mai trovato
La mancanza di stabilità al posteriore compromette anche la prestazione in qualifica, costringendo i piloti a cercare il limite in condizioni di scarsa fiducia. “Quando la macchina scivola dietro, è difficile concentrarsi su altro”, ha confidato Hamilton ai suoi ingegneri dopo la gara di Singapore. E anche Charles Leclerc ha confermato di aver faticato per tutto il weekend con un posteriore instabile e una trazione discontinua. L’aspetto più preoccupante, tuttavia, è che la Ferrari sembra non avere una soluzione a breve termine. Il team di Frederic Vasseur è ormai concentrato in larga parte sul progetto 2026, ma le correzioni per l’attuale vettura non hanno portato miglioramenti significativi.
Un futuro da ricostruire
Le parole di Hamilton non sono solo una critica tecnica, ma un messaggio di consapevolezza. Il britannico, abituato a lottare per le vittorie, sa che la Ferrari deve cambiare metodo di lavoro, affrontando i propri limiti senza nasconderli. La SF-25 non è semplicemente lenta: è incoerente nel comportamento, imprevedibile nei fine settimana più caldi, fragile nella gestione del carico aerodinamico. E in un mondiale dove Mercedes, McLaren e Red Bull continuano a migliorare ogni mese, restare fermi significa scivolare indietro. Il 2025 è ormai un capitolo chiuso, ma il 2026 dovrà essere quello della svolta. Perché, come ha sottolineato Hamilton nel paddock, “per vincere non basta spingere più forte. Bisogna capire cosa ci frena”. Intanto in Ferrari si è consumato un altro addio. Clicca qui di seguito per l'articolo completo su >>> FERRARI, PER VASSEUR ALTRO ADDIO
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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