Le tensioni internazionali continuano a far sentire i propri effetti sul normale svolgimento del Mondiale 2026 di Formula 1. Dopo i primi stravolgimenti registrati nella parte iniziale dell'anno, i vertici dello sport si trovano nuovamente costretti a rimettere mano alla bozza del calendario. È infatti definitivamente tramontata l'idea di ricollocare il GP del Bahrain nella finestra temporale compresa tra gli appuntamenti di Singapore e dell'Azerbaijan. L'intensificarsi degli scontri e dei recenti raid militari nell'area mediorientale ha spinto gli organizzatori a escludere questa opzione per ragioni di sicurezza.

Per colmare il vuoto lasciato in agenda, la dirigenza del Circus sta vagliando diverse soluzioni d'emergenza. La pista più concreta porta a un clamoroso "raddoppio" di uno degli eventi già confermati in quella specifica area geografica. Si fa strada l'ipotesi di disputare due gare consecutive sullo stesso circuito, con Singapore o Baku nel ruolo di candidate principali; per facilitare l'operazione, la federazione andrebbe a concedere un sensibile sconto sulle tasse di iscrizione dell'evento a carico dei promoter locali.

Appare invece decisamente più tortuoso il percorso che porterebbe a un ritorno a Istanbul. Il tracciato di Istanbul Park necessita infatti di importanti e urgenti interventi di manutenzione e adeguamento strutturale per riottenere l'omologazione di Grado 1 della FIA. Lavori di ristrutturazione che richiederebbero un finanziamento pubblico diretto da parte del governo turco, un fattore che al momento frena qualsiasi trattativa immediata. Molto problematico anche un passaggio a Imola.

Le preoccupazioni sul fronte logistico e della sicurezza non si limitano però solo alla sessione autunnale, ma si estendono fino alle battute conclusive del campionato. Sebbene i Gran Premi del Qatar e di Abu Dhabi figurino ancora regolarmente nel programma ufficiale della F1, la fattibilità dei due eventi di novembre e dicembre rimane sotto costante osservazione da parte dei responsabili della sicurezza, pronti a intervenire nuovamente qualora la situazione geopolitica dovesse ulteriormente deteriorarsi. Il Mondiale di F1 rischia di ritrovarsi colpi di scena inattesi.

Sezione: News / Data: Mar 14 luglio 2026 alle 16:40
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate