L’ombra lunga della notorietà
Zak Brown ha recentemente riportato l’attenzione sul cambiamento di atteggiamento di Christian Horner, attribuendo parte della trasformazione alla visibilità ottenuta attraverso la serie “Drive to Survive”. Secondo il dirigente McLaren, il successo mediatico avrebbe progressivamente rimodellato il modo in cui l’ex responsabile Red Bull interpreta il suo ruolo nel paddock. Pur riconoscendone i risultati sportivi, Brown sostiene che l’esposizione crescente abbia inciso sul suo stile decisionale e sulle dinamiche personali, incrinando un rapporto che un tempo era segnato da reciproca stima. L’apertura globale della Formula 1, favorita dalla serie Netflix, ha amplificato personalità e conflitti, trasformando alcune figure chiave in veri protagonisti della narrazione sportiva.
Accuse incrociate e rivalità
Interrogato sul fair play di Horner negli anni alla guida del team di Milton Keynes, Brown ha lasciato intendere che non sempre le mosse del rivale siano state limpide. L’imprenditore americano ha paragonato il comportamento in pista e fuori pista agli stili di guida aggressivi, sottolineando come alcune prese di posizione del britannico fossero mirate più a destabilizzare gli avversari che a tutelare aspetti tecnici reali. In particolare, Brown ha menzionato episodi in cui sarebbero state avanzate accuse infondate nei confronti della McLaren, con l’obiettivo di rallentarne la crescita competitiva. Una visione che rafforza la percezione di un ambiente sempre più influenzato da pressioni esterne, media e strategia comunicativa.
Un addio complesso e un futuro aperto
La recente separazione tra Horner e la Red Bull ha ulteriormente alimentato discussioni e speculazioni. L’ex team principal è stato rimpiazzato da Laurent Mekies nel luglio 2025, chiudendo un capitolo segnato tanto da successi quanto da controversie. L’accordo che ha sancito l’uscita definitiva nel settembre 2025 sembrerebbe però lasciare aperta la porta a un eventuale ritorno nel campionato già dal 2026, qualora si presentasse l’occasione giusta. Questo scenario conferma che, al di là delle tensioni e della sovraesposizione mediatica, la figura di Horner continua a esercitare un peso rilevante nel panorama della Formula 1, dove carisma, risultati e narrazione pubblica spesso si intrecciano in modo inscindibile.
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