Ferrari ha preso una decisione chiave per il progetto 2026, una scelta tecnica che riguarda il cuore della nuova power unit e che arriva dopo mesi di sviluppo parallelo e valutazioni profonde a Maranello. Secondo quanto emerso, il team ha deciso di puntare definitivamente sulle testate dei cilindri in acciaio, abbandonando l’alternativa in alluminio che era stata portata avanti in parallelo nelle prime fasi del progetto. Una decisione che racconta molto della direzione tecnica imboccata dalla Scuderia in vista del nuovo ciclo regolamentare della Formula 1.

Il nodo dell’affidabilità e la scelta definitiva

Il regolamento 2026 limiterà ogni pilota a soli quattro motori endotermici nell’arco di una stagione da 24 gare, un vincolo che inizialmente aveva sollevato forti dubbi sulla possibilità di garantire la necessaria affidabilità con testate in acciaio. Per questo motivo Ferrari aveva avviato lo sviluppo di una soluzione alternativa in alluminio, materiale storicamente preferito per la sua leggerezza. Tuttavia, negli ultimi mesi il quadro è cambiato radicalmente. Grazie anche al supporto del partner tecnico austriaco AVL, specializzato nello sviluppo motoristico, gli ingegneri di Maranello sarebbero riusciti a risolvere i problemi di durata, convincendo la squadra a concentrare tutte le risorse sulla soluzione in acciaio secondo quanto raccolto da Motorsport.com. 

 

Peso meno critico, efficienza più centrale

Con l’aumento del peso minimo della power unit da 120 a 150 chilogrammi previsto dal regolamento 2026, la leggerezza estrema non è più considerata un fattore prioritario assoluto. In questo contesto, l’acciaio offre vantaggi fondamentali: è in grado di sopportare pressioni e temperature di combustione mai raggiunte prima, migliorando l’efficienza del processo di accensione nonostante l’aumento di peso. L’obiettivo Ferrari è chiaro: massimizzare il rendimento del motore termico in un’epoca in cui la gestione energetica sarà centrale.

Batteria, raffreddamento e packaging

Il progetto 2026 non si limita però alle testate dei cilindri. Secondo quanto filtra, Ferrari avrebbe sviluppato anche una nuova batteria ad alta tecnologia, più compatta e più leggera rispetto alle precedenti generazioni. Il nuovo motore richiederebbe inoltre radiatori di dimensioni ridotte, aprendo scenari interessanti dal punto di vista del packaging complessivo della monoposto, uno degli aspetti chiave nella progettazione della vettura.

Nuova sospensione e addii importanti

Il progetto 678, nome interno della Ferrari 2026, dovrebbe adottare una sospensione push-rod sia all’anteriore che al posteriore. Una scelta tecnica che segnerà un ritorno storico: sarà la prima Ferrari con push-rod posteriore dal 2010. Parallelamente, il reparto motori di Maranello vivrà anche cambiamenti importanti a livello umano. Zimmermann, responsabile della ricerca e sviluppo ICE dal 2014, e il suo vice Lars Schmidt sono destinati a lasciare la Ferrari per approdare in Audi, dove ritroveranno Mattia Binotto.

Test e sviluppo: due versioni della Ferrari 2026

Il debutto ufficiale della nuova Ferrari è fissato per il 23 gennaio, pochi giorni prima dei test a porte chiuse di Barcellona. In quella sede la Scuderia porterà in pista una versione “launch-spec”, pensata soprattutto per accumulare chilometri e verificare le scelte strutturali. Una seconda versione, più orientata alle prestazioni, è invece attesa per i test del Bahrain di febbraio, quando l’attenzione si sposterà definitivamente sul rendimento puro. Intanto Lewis Hamilton chiarisce le sue intenzioni in Ferrari nel 2026. <<< Clicca qui per leggere l'articolo

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Sezione: News / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 13:33
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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