Con il senno di poi, Sebastian Vettel oggi riesce a leggere con lucidità un processo che, mentre lo viveva, era molto più difficile da accettare. Il quattro volte campione del mondo ha raccontato come la sua motivazione in Formula 1 abbia iniziato a calare già dal 2019, in un periodo in cui risultati, pressioni e vita personale hanno iniziato a intrecciarsi. Non una perdita improvvisa di talento, ma qualcosa di più sottile: la fatica di mantenere nel tempo non solo il picco prestazionale, ma la continuità mentale necessaria per restare al vertice.

Il confine sottile tra picco e continuità

Vettel distingue chiaramente tra la capacità di tirare fuori grandi prestazioni e la possibilità di sostenerle stagione dopo stagione. “Si può restare velocissimi molto a lungo, ma è un’altra cosa riuscire a mantenere costantemente quel livello totale, fatto di testa, energia e presenza”, è il senso del suo ragionamento. In un’epoca in cui i piloti arrivano in F1 sempre più giovani e già prontissimi, la soglia di ingresso si è alzata. “I rookie di oggi sembrano veterani, perché iniziano prestissimo e lavorano in modo professionale fin da ragazzini”, osserva il tedesco. Guardando indietro, Vettel riconosce i suoi anni più forti: i titoli mondiali, il 2015 con Ferrari e le stagioni 2017 e 2018. Poi qualcosa cambia. Tra il 2019 e il 2020 sente di essere già in fase discendente, non per mancanza di velocità, ma perché non avverte più quella spinta finale, quell’urgenza totale che aveva definito la sua carriera.

Ferrari, la famiglia e l’arrivo di Leclerc

Il 2019 resta uno spartiacque emotivo. La Ferrari era competitiva, il motore uno dei migliori in griglia, e il sogno del titolo era più vivo che mai. “Volevo disperatamente vincere il Mondiale con la Ferrari, davvero. Oggi lo accetto con serenità, ma allora lo desideravo con tutto me stesso”, ammette Vettel. Allo stesso tempo, l’arrivo di Charles Leclerc porta una nuova energia nel box, figlia di una fase di carriera completamente diversa. A questo si aggiunge il peso crescente della famiglia. “È stato anche il momento in cui i miei figli hanno iniziato a dire: papà, non andare”, racconta. Un dettaglio umano che spiega molto. Nel 2018, già alla prima gara, Vettel avverte una sensazione nuova: la voglia di correre resta, ma quella di viaggiare no. Il 2020, con lo stop forzato, gli regala una pausa mai avuta prima. Una pausa che chiarisce tutto. Anche i campioni, persino Michael Schumacher, convivono con insicurezze profonde. La differenza sta nel momento in cui si smette di combatterle.

Parole chiave: f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi, Sebastian Vettel, Charles Leclerc, Scuderia Ferrari
Sezione: News / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 13:40
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
Print