La prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Azerbaigian 2026 regala subito indicazioni interessanti in vista del weekend di Baku. A chiudere davanti a tutti è George Russell, autore di un 1’45”387 che gli permette di precedere Max Verstappen di circa quattro decimi. Un risultato che, però, va letto con attenzione: il pilota della Mercedes ha costruito il suo miglior tempo sfruttando una scia perfetta di Fernando Alonso sul lungo rettilineo verso il traguardo, un elemento particolarmente importante su un circuito come quello azero.

La vera notizia della mattinata, però, arriva dalla Ferrari. Charles Leclerc ha chiuso in terza posizione a soli quattro millesimi da Verstappen, ma soprattutto lo ha fatto con la gomma media, mentre il pilota della Red Bull aveva già montato la soft. Una differenza di mescola che rende il dato particolarmente interessante e lascia intendere che la SF-26 possa avere ancora qualcosa da esprimere sul giro secco. Lewis Hamilton ha completato la sessione in quarta posizione, anche lui con la media, inizialmente più distante dal riferimento ma capace di avvicinarsi progressivamente al compagno di squadra. 

Il quadro emerso a Baku, dunque, è meno netto di quanto suggerisca la classifica. La Mercedes ha mostrato una grande velocità sul giro lanciato, ma il riferimento di Russell è arrivato in condizioni particolari, grazie al vantaggio della scia. Verstappen, dopo essere tornato davanti con un 1’45”787, ha risposto al tentativo della Mercedes, ma nel finale ha scelto di abbandonare la ricerca del tempo e di tornare sulla gomma dura utilizzata in precedenza per completare un long run. 

Ed è proprio il passo gara a rappresentare il dato più incoraggiante per la Ferrari. Nel lavoro sui long run la SF-26 ha mostrato un ritmo molto consistente, apparendo più convincente di Red Bull e Mercedes sul passo medio. In una pista come Baku, dove la gestione degli pneumatici, la trazione nelle curve lente e l’efficienza aerodinamica sui lunghi rettilinei possono avere un peso decisivo, si tratta di un'indicazione che potrebbe diventare molto più importante del semplice ordine dei tempi delle FP1.

Leclerc, del resto, ha costruito la propria prestazione senza ricorrere alla gomma più prestazionale. Il suo terzo posto a quattro millesimi da Verstappen assume quindi un valore particolare: la Ferrari non ha avuto bisogno della soft per inserirsi immediatamente nella lotta con la Red Bull. Hamilton, quarto, ha confermato la competitività della vettura di Maranello, anche se con un distacco maggiore rispetto al compagno di squadra. 

La sessione è stata invece complicata per Kimi Antonelli. Il leader del campionato aveva mostrato un ottimo ritmo nella prima parte delle FP1, arrivando a scalzare Verstappen con un 1’46”265. Poco dopo, però, la sua Mercedes ha accusato un problema idraulico. Il pilota italiano, che aveva appena montato la gomma soft, è stato costretto a fermarsi e non ha più potuto completare il programma previsto. La sua vettura ha inoltre iniziato a produrre una vistosa fumata, rendendo necessario l’intervento dei commissari. 

Il problema di Antonelli pesa soprattutto perché impedisce di avere un riferimento completo sul potenziale della seconda Mercedes. Russell ha potuto invece sfruttare la fase conclusiva della sessione per cercare il tempo, trovando il giro che gli è valso la vetta. Di conseguenza, il quinto posto finale di Antonelli non racconta realmente il suo potenziale mostrato nella prima metà delle prove.

Alle spalle dei primi cinque si è inserito Oscar Piastri, con una McLaren che ha però vissuto una sessione tutt’altro che lineare. Nel finale entrambe le vetture della squadra sono state richiamate ai box per controlli, dopo alcuni passaggi aggressivi sui cordoli. Norris, inoltre, aveva già interrotto un giro nel quale stava facendo segnare un buon riferimento dopo essere risultato in vantaggio nei primi due settori. Anche per la McLaren, quindi, il quadro resta ancora parziale. 

Baku conferma così, fin dalle prime prove, quanto possa essere ingannevole una classifica delle FP1. Russell è davanti, ma il suo miglior tempo è stato favorito da una scia particolarmente efficace. Verstappen è immediatamente alle sue spalle e ha mostrato una buona velocità con la soft, ma nel finale ha preferito concentrarsi sul passo gara. La Ferrari, invece, ha rinunciato alla gomma rossa nel momento decisivo e ha comunque portato Leclerc a soli quattro millesimi dalla Red Bull.

La sensazione dopo la prima ora di lavoro è quindi quella di una Ferrari molto più interessante sul passo gara rispetto a quanto lasci intendere la terza posizione di Leclerc. La SF-26 sembra infatti aver iniziato il weekend con una buona consistenza sulle distanze più lunghe, mentre Mercedes e Red Bull hanno mostrato soprattutto la loro velocità sul giro singolo. La differenza è tutt’altro che trascurabile su un tracciato come quello di Baku, dove la qualifica può premiare la velocità pura ma la gara richiede tutt'altro tipo di equilibrio.

Il weekend è appena iniziato, ma le FP1 hanno già lasciato un messaggio chiaro: la Mercedes può essere molto veloce sul giro secco, Red Bull resta competitiva con Verstappen, ma la Ferrari sembra avere costruito una SF-26 particolarmente efficace quando il lavoro si sposta sul ritmo di gara. E il fatto che Leclerc sia arrivato a quattro millesimi da Verstappen con una mescola meno performante rappresenta forse il dato più significativo dell'intera sessione. 

Sezione: News / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 11:34
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.