Ventitré stagioni in Formula 1 non si attraversano senza sviluppare uno sguardo lucido e, a tratti, impietoso sul cambiamento. Fernando Alonso arriva a un nuovo campionato con l’entusiasmo intatto, ma anche con la consapevolezza di chi ha vissuto epoche profondamente diverse dello stesso sport. Il due volte campione del mondo osserva una F1 più sicura, più efficiente e più spettacolare per il pubblico, ma non nasconde una sensazione personale che riguarda ciò che accade una volta chiuso il casco.

Il progresso tecnico e il prezzo da pagare al volante

Secondo Alonso, l’evoluzione della F1 è sotto molti aspetti innegabilmente positiva. La sicurezza ha fatto passi giganteschi, la tecnologia dei propulsori è diventata un riferimento assoluto e il prodotto globale è oggi più accessibile e seguito che mai. “Abbiamo fatto enormi passi avanti: la sicurezza è incomparabile, la tecnologia dei motori è straordinaria e l’efficienza è qualcosa che vent’anni fa sembrava impossibile”, è il senso del suo ragionamento. Power unit capaci di garantire prestazioni uguali o superiori consumando drasticamente meno carburante rappresentano un traguardo ingegneristico di altissimo livello. Eppure, proprio questo progresso ha avuto un effetto collaterale sul piacere di guida. “Dal punto di vista delle sensazioni, qualcosa si è perso: queste vetture sono più grandi, più pesanti e meno istintive rispetto al passato”. Un giudizio che non è una critica sterile, ma la constatazione di chi ha guidato monoposto molto diverse, in epoche in cui il rapporto tra pilota e macchina era più diretto.

Passione intatta e F1 ancora al centro di tutto

Il 2026 porterà vetture leggermente più compatte e leggere, un segnale che Alonso accoglie con favore, pur consapevole che il divario con le monoposto dei suoi esordi resterà ampio. Nonostante questo, la sua fame di guida non conosce pause. Lontano dai circuiti ufficiali, lo spagnolo continua a cercare l’adrenalina in ogni forma possibile. “Quando non sono in F1 mi trovi su un kart, su un buggy tra le dune o al volante di una rally car”, racconta, lasciando emergere una passione viscerale per il motorsport in ogni declinazione. E quando si tratta di guardare al futuro, il pensiero torna sempre lì. “Ogni volta che valuto cosa fare l’anno dopo o nei prossimi anni, arrivo alla stessa conclusione: la Formula 1 resta il vertice assoluto”. Un’affermazione che spiega perché Fernando Alonso, nonostante tutto, continui a considerare la F1 il punto più alto a cui un pilota possa aspirare.

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Sezione: News / Data: Ven 09 gennaio 2026 alle 08:12
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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