Nel silenzio operativo che accompagna la lunga vigilia della Formula 1 2026, in Aston Martin filtra una fiducia misurata ma concreta. Il progetto AMR26, nato sotto regolamenti completamente nuovi, è ancora lontano dall’essere giudicato in termini di risultati, ma a Silverstone cresce la sensazione di avere tra le mani una base concettuale solida. Un dettaglio non banale in una stagione che promette di riscrivere gli equilibri tecnici dell’intera griglia.

Krack e la lettura tecnica del progetto 2026

A fornire un primo indizio sullo stato dei lavori è stato Mike Krack, chief trackside officer del team, le cui parole sono state riportate da PLANET F1, fonte che ha raccolto le sue riflessioni sul livello di comprensione raggiunto dalla squadra. “Abbiamo una visione piuttosto chiara del pacchetto che stiamo sviluppando”, ha spiegato, lasciando intendere che il lavoro preliminare svolto negli ultimi mesi ha permesso di individuare con precisione i punti di forza e di debolezza della vettura. Secondo Krack, Aston Martin sa già quali circuiti potrebbero esaltare le caratteristiche della AMR26 e quali, invece, potrebbero metterla maggiormente in difficoltà. “Ogni macchina nasce con una propria identità aerodinamica: ci sono piste dove puoi essere molto competitivo e altre dove devi massimizzare quello che hai”. Una lettura lucida, che richiama dinamiche già viste negli ultimi anni, dove alcune monoposto passano da dominanti a ordinarie semplicemente cambiando contesto.

Regole nuove, ambizioni alte e prudenza obbligata

Il quadro regolamentare del 2026 cambierà radicalmente il volto della Formula 1: meno dipendenza dall’effetto suolo, ali mobili più incisive e una quota elettrica nettamente superiore nelle power unit. In questo scenario, Aston Martin si presenta con investimenti pesanti alle spalle, una struttura rinnovata e figure chiave come Adrian Newey e Enrico Cardile a guidare l’area tecnica, oltre al passaggio ai propulsori ufficiali Honda. Elementi che alimentano l’idea di un possibile salto di qualità. Tuttavia, come sottolineano anche ambienti vicini al team, la cautela resta d’obbligo: le simulazioni e le certezze teoriche contano fino a un certo punto. “La base è buona, ma solo quando tutte le vetture saranno in pista capiremo davvero chi ha interpretato meglio queste regole”. Aston Martin osserva, pianifica e attende, consapevole che il vero verdetto arriverà solo quando i semafori si spegneranno.

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Sezione: News / Data: Ven 09 gennaio 2026 alle 09:17
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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