L’ingresso di Audi in Formula 1 non passa da proclami roboanti, ma da un lavoro metodico, quasi silenzioso, che guarda già oltre il debutto ufficiale. La RS26 vista a Barcellona non nasce per stupire sul piano prestazionale, bensì per costruire fondamenta solide in vista del nuovo ciclo tecnico. È una monoposto-laboratorio, pensata per raccogliere dati, verificare concetti e affinare una power unit che rappresenta il vero cuore del progetto tedesco. In questa fase, ogni chilometro conta più di qualsiasi titolo a effetto.

Audi accende il futuro: la RS26 come banco di sviluppo

All’interno della “Casa degli Anelli” il messaggio è chiaro: prima viene il metodo, poi il risultato. La RS26 è il primo vero strumento con cui Audi testa la propria visione tecnica della Formula 1 moderna, sotto la regia di Will Ponissi e con una struttura che sta imparando a parlare il linguaggio del Circus. L’accensione iniziale della power unit non è stata vissuta come un semplice passaggio tecnico, ma come un momento simbolico, quasi rituale. “Sentire il motore prendere vita ha dato un senso concreto a mesi di lavoro invisibile”, è il sentimento che filtra dal team. Con l’arrivo di Mattia Binotto al vertice operativo, Audi ha compiuto il salto definitivo da squadra cliente a costruttore ufficiale, aprendo una nuova fase della propria storia sportiva.

Barcellona e i primi dettagli tecnici della nuova era

Durante un filming day a Montmeló, la RS26 ha percorso 200 chilometri con Nico Hulkenberg e il giovane Gabriel Bortoleto al volante. Test privato, gomme demo e pochissime informazioni ufficiali, ma quanto basta per accendere l’interesse. Alcuni video amatoriali, seppur sgranati, hanno confermato che la vera RS26 era effettivamente in pista, nonostante voci e contenuti fuorvianti circolati online. La monoposto si presenta volutamente semplice: niente coperture in carbonio sui bracci delle sospensioni push rod e una carrozzeria essenziale, destinata a cambiare profondamente. Interessante l’ala anteriore, già allineata al regolamento 2026, con un tentativo di out wash per pulire la scia aerodinamica. Il muso integra una piccola protuberanza per il sistema idraulico dell’ala attiva, mentre le pance laterali mostrano un lavoro raffinato sul raffreddamento della power unit, con sfoghi orizzontali e soluzioni che si discostano dai rendering FIA. È solo l’inizio, ma Audi sembra aver capito che nella nuova F1 Formula 1 la differenza la faranno i dettagli.

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Sezione: News / Data: Dom 11 gennaio 2026 alle 14:23
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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