Il risveglio dell'automobilismo italiano ha il volto pulito e la velocità disarmante di un ragazzo che sta riscrivendo le gerarchie del paddock. Con la doppietta d'oro ottenuta tra Shanghai e Suzuka, la classifica mondiale recita un verdetto che fino a poche settimane fa pareva pura utopia: il Andrea Kimi Antonelli guarda tutti dall'alto, compreso quel compagno di squadra, George Russell, che avrebbe dovuto fargli da chioccia e che ora si ritrova a inseguire. La maturità mostrata in pista si riflette nelle parole rilasciate ai microfoni de La Stampa, dove emerge la consapevolezza di chi sa di avere un dono speciale, ma mantiene i piedi ben piantati a terra nonostante l'ebbrezza del successo.

Il trionfo giapponese e il rapporto con il muretto Mercedes

La vittoria ottenuta nel tempio di Suzuka ha un sapore differente per il nuovo leader del mondiale, che sente di aver stabilito una connessione profonda con la propria monoposto. “Provo sensazioni incredibili alla guida, il feeling è costante. Vincere su un tracciato leggendario come questo ha un significato enorme, mi sono goduto ogni istante. Onestamente avrei voluto spingere ancora di più, ma dai box hanno preferito tenermi un po’ a freno e posso comprenderli perfettamente: non avevano alcuna voglia di vedermi finire lungo come era successo in Cina”. Nonostante la pressione per il primato in F1 inizi a farsi sentire, il pilota mantiene la calma: “Mi sento in ottima forma, però credo sia davvero troppo presto per focalizzarsi sulla lotta iridata. Non avrei mai immaginato di trovarmi qui, ma devo restare concentrato perché sono certo che George recupererà il suo smalto abituale. Adesso la priorità è staccare la spina e non dare troppa importanza ai punti in classifica”.

L'errore allo start e il monito dei genitori

Non tutto è stato perfetto nel weekend nipponico, e il giovane talento non si nasconde dietro un dito quando analizza le fasi iniziali della corsa, che lo hanno visto sprofondare nel gruppo. “Sulla partenza non ci sono scuse, ho commesso un errore io, sono rimasto quasi addormentato al semaforo. Ho rilasciato la frizione con troppa foga e le ruote hanno iniziato a pattinare. In quel momento la rabbia era tanta, ma dentro di me sentivo di avere una velocità superiore a tutti gli altri. La Safety Car è arrivata come una vera benedizione, aiutandomi nella rimonta, anche se il passo per risalire non mi mancava affatto. Difficile dire se avrei vinto anche senza neutralizzazione, sono variabili impossibili da calcolare”. Anche la famiglia, pur celebrando il momento magico di Kimi Antonelli, non gli concede sconti: “I miei genitori erano al settimo cielo, ma la prima cosa che mi hanno detto è che devo assolutamente lavorare meglio sullo scatto iniziale”.

In questa f1 oggi, il confronto con la Ferrari F1 e la risalita di Russell restano le minacce principali per il sogno tricolore.

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Sezione: News / Data: Lun 30 marzo 2026 alle 11:43
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.