Non è finita tra Lewis Hamilton e Ferrari. L’arrivo dell'inglese in Ferrari non poteva essere una passeggiata vista la storia recente della Scuderia lo sa bene. Le difficoltà iniziali, i risultati sotto le attese e le critiche non rappresentano una novità a Maranello, soprattutto quando si parla di campioni chiamati a cambiare il destino di un team. Proprio per questo le parole di Jock Clear hanno un peso specifico particolare: non quello di un opinionista qualunque, ma di un uomo che ha vissuto dall’interno due ere simbolo della Ferrari moderna.

Il paragone che pesa: Schumacher e l’attesa necessaria

Intervistato da CasinoHawks, Jock Clear ha voluto spegnere sul nascere le critiche più feroci rivolte a Lewis Hamilton, ricordando quanto accaduto a Michael Schumacher nei suoi primi anni in Ferrari. Clear, che ha lavorato fianco a fianco con entrambi, ha spiegato che “nemmeno Michael vinse subito: servì tempo, pazienza e un lavoro profondo su tutta la struttura prima di vedere i risultati”. Un messaggio chiaro, che invita a leggere il presente con uno sguardo storico. Hamilton si trova oggi in una fase simile: una squadra da ricostruire tecnicamente, un metodo di lavoro da assimilare e una vettura che non nasce su misura. Secondo Clear, giudicare il britannico dopo pochi mesi significherebbe non aver capito cosa rappresenta davvero la Ferrari e quanto complesso sia incidere immediatamente in un contesto così unico.

Determinazione e lavoro dietro le quinte

Clear ha poi respinto con decisione l’idea di un Hamilton rassegnato o in declino. Al contrario, ha raccontato di un pilota totalmente immerso nel progetto, coinvolto nello sviluppo e determinato a costruire qualcosa di solido. “Lewis non è uno che molla quando le cose vanno storte. Sta lavorando duramente, come fece Schumacher, per creare le basi giuste”, ha fatto trapelare l’ex Ferrari. Un concetto che ribalta la narrazione più superficiale e rimette al centro il valore del processo. A Maranello sanno che il successo non è immediato e che l’obiettivo non è una vittoria estemporanea, ma tornare a lottare stabilmente per il titolo. In questo senso, la presenza di un sette volte campione del mondo rappresenta un investimento a lungo termine. La storia insegna che la Ferrari premia chi resiste, chi costruisce e chi accetta l’attesa. Hamilton, oggi più che mai, sembra incarnare questo profilo, con la consapevolezza che il giudizio finale arriverà solo quando la macchina sarà davvero all’altezza delle sue ambizioni e di quelle del Cavallino.

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Sezione: News / Data: Sab 10 gennaio 2026 alle 16:30
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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