La rivoluzione tecnica delle monoposto 2026 sta rapidamente spostando il baricentro dello sviluppo verso un terreno dove la parola “peso” assume un significato articolato e decisivo. Con regolamenti che impongono limiti massimi più bassi e criteri di sicurezza molto più severi, le squadre sono chiamate a un equilibrio difficile tra leggerezza prestazionale e robustezza strutturale. In gioco non c’è solo la velocità pura, ma la gestione dell’energia e l’efficienza complessiva della vettura, su cui incide profondamente ogni grammo risparmiato o aggiunto.

Peso minimo e crash test: due fronti di guerra

Nell’era delle monoposto 2026, la ricerca del peso minimo è tornata a essere uno dei principali campi di battaglia per chi progetta e costruisce le vetture. La nuova normativa tecnica abbassa il minimo a 724 kg in configurazione di gara e 726 kg nelle qualifiche, escluso il peso degli pneumatici, che porterebbe il totale reale vicino ai 770 kg complessivi, circa 30 kg in meno rispetto al passato. Questa riduzione non è solo un numero da rispettare: una vettura più leggera significa accelerazione, frenate e gestione delle curve migliori, ma soprattutto un minore stress su carburante e sistema elettrico, con benefici tangibili sulla gestione dell’energia a fine stint. 

Ma la corsa alla leggerezza è complicata dal lato della sicurezza. I criteri di omologazione dei telai imposti dalla FIA sono diventati più severi, aggiungendo nuovi crash test e procedure di impatto che richiedono materiali e strutture più resistenti. Per esempio, il musetto dovrà affrontare due impatti distinti – un test preliminare di carico laterale e, solo dopo, un crash test vero e proprio – mettendo alla prova la capacità dei team di conciliare resistenza e leggerezza. La sfida sta proprio in questa dualità: togliere chili dove possibile senza compromettere la capacità di superare test di sicurezza più duri rispetto al passato. 

Compromessi e scelte tecniche sotto la lente

La progettazione del telaio e del packaging in generale diventa quindi cruciale. Ogni componente, dalle masse rotanti come dischi freno e cerchioni alle masse non sospese attorno alle ruote, rappresenta un’opportunità o un rischio nel bilancio di peso. In più, l’integrazione tra telaio, power unit e batterie – la cui potenza elettrica nel 2026 è destinata a crescere in maniera significativa – riduce lo spazio e aggiunge complessità al lavoro dei progettisti. Alla fine, come osservano i tecnici, non si tratta solo di leggere un bilancino: il modo in cui i diversi pacchetti di componenti si integrano aerodinamicamente e strutturalmente può fare la differenza tra una monoposto competitiva e una che fatica a tenere il passo.

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Sezione: News / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 18:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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