La rivoluzione tecnica che accompagnerà il mondiale F1 2026 non riguarda solo aerodinamica e look delle vetture, ma soprattutto il cuore pulsante: le nuove power unit ibride. Secondo un’analisi pubblicata su NewsF1.it, l’ambizioso equilibrio tra 500 cavalli termici e 500 cavalli elettrici rischia di mettere in difficoltà i team per la gestione delle batterie, consegnando alla storia un possibile ritorno massiccio del cosiddetto “lift & coast”, una strategia di guida che molti appassionati pensavano fosse ormai archiviata nel passato della Formula 1.

Il nodo batterie e il dilemma energetico

Il regolamento prevede una potenza complessiva di circa 1.000 CV, suddivisa equamente tra il motore a combustione interna e il nuovo sistema elettrico. Questa impostazione, pensata per dare maggiore rilevanza alla componente ibrida e avvicinare la F1 alle tecnologie sostenibili, si scontra con i limiti attuali delle batterie: la capacità di erogare e ricaricare grandi quantità di energia in condizioni estreme di gara è al limite di ciò che la tecnologia oggi permette.

Il risultato? In molte situazioni – soprattutto sui rettilinei più lunghi – i piloti potrebbero essere costretti ad alzare l’acceleratore con anticipo per risparmiare energia o ricaricare le batterie, dando vita al fenomeno del “lift & coast”. Questo comportamento, che limita la spinta a tavoletta fino alla frenata, potrebbe sostituire l’adrenalina di accelerazioni massime con una gestione più strategica ed energetica della gara. 

Strategie estreme e scenari di presa

Oltre al “lift & coast”, l’articolo mette in evidenza scenari tecnici ancora più estremi: la possibile necessità di scalare marce in pieno rettilineo per sfruttare il motore termico come generatore per ricaricare la batteria. Questa strategia, considerata controintuitiva e lontana dallo spirito di guida pura, riflette il livello di complessità con cui i team si troveranno a fare i conti. Altro elemento critico sarà il “boost” elettrico, un pulsante pensato per aumentare la potenza in fase di sorpasso: il suo utilizzo potrebbe essere limitato dalla reale capacità di accumulo nelle batterie, portando a situazioni in cui l’energia non basta e il pilota non riceve la risposta attesa proprio nei momenti chiave della corsa.

Nel complesso, questa nuova era di power unit pone interrogativi seri sul bilanciamento tra spettacolo puro e sostenibilità tecnologica. Con batterie sotto pressione e strategie di guida rinnovate, la F1 del 2026 potrebbe presentarsi al via con sfide che vanno ben oltre le curve e i rettilinei, trasformando il pilota in un vero e proprio gestore di energia in corsa.

Parole chiave: f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi, F1 2026, motori F1, batterie

Sezione: News / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 23:11
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
Print