Lewis Hamilton vive in Qatar uno dei momenti più duri della sua avventura in Ferrari. L’eliminazione in Q1, la terza consecutiva, dopo Las Vegas e dopo la Sprint di ieri pesa il doppio perché arriva quando il campionato è ormai sulla dirittura d’arrivo. Non c’è più tempo per grandi ribaltoni, né spazio per raccontarsi che si tratti solo di un passaggio a vuoto. 

L’immagine che resta impressa è quella dell’onboard: Hamilton fermo per oltre quattro minuti nell’abitacolo, senza togliere il casco, senza muovere un muscolo. Un gesto che tradisce più di quanto qualunque team radio possa raccontare. Sembrava un atleta costretto a prendersi una pausa per metabolizzare un’altra batosta, quasi consapevole che la stagione gli sta scivolando dalle dita senza che vi sia un vero appiglio. D'altronde Lewis aspetta qualche istante per capire di eventuali "track limits" (ne sarebbero serviti di 3 piloti diversi, impossibile ndr), poi però non schioda.

Chi osserva da fuori potrebbe leggere quel silenzio come un segno di resa; altri ci vedono invece una reazione umana, quasi inevitabile quando, dopo mesi difficili, anche l’ultimo margine di speranza si assottiglia. A stagione quasi conclusa, questa sequenza di Q1 non è più un’anomalia statistica: è un tratto distintivo di un campionato decisamente da dimenticare.

E per un pilota del suo calibro il peso psicologico di questi sabati complicati rischia di diventare più pesante del distacco in classifica. Non è semplice accettare un debutto in rosso così lontano dalle aspettative, ma l’immobilità di quei quattro minuti rivela un dettaglio importante: Hamilton non sta ignorando il problema, lo sta assorbendo. Così non si può andare avanti anche nel 2026: serviranno risultati che nessuno, a Maranello, può più rimandare. 

 
Sezione: News / Data: Dom 30 novembre 2025 alle 01:00
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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