Il 2026 non è soltanto una data sul calendario della Formula 1, ma un vero spartiacque tecnico. Tra power unit rivoluzionate, aerodinamica semplificata e monoposto più compatte, c’è un aspetto che sta attirando l’attenzione dei tecnici: il peso. In questo scenario la Ferrari sembra essersi mossa con anticipo, puntando su una filosofia progettuale che potrebbe trasformarsi in un vantaggio concreto già dalle prime gare della nuova era regolamentare.

Il peso come leva prestazionale

Il nuovo regolamento FIA nasce con un obiettivo chiaro: invertire la tendenza all’aumento di massa delle monoposto. Il peso minimo scenderà dai 798 kg del 2025 a 724 kg in gara e 726 kg in qualifica, valori che non includono le gomme. Una scelta che cambia radicalmente l’approccio progettuale. Separando il peso dell’auto da quello degli pneumatici, stimato tra i 40 e i 45 kg, il peso complessivo in pista si attesterà intorno ai 768-770 kg, circa 30 kg in meno rispetto alle attuali F1. Secondo quanto riportato da “funoanalisitecnica”, questo margine apre scenari interessanti per la gestione dei bilanciamenti e della dinamica del veicolo, ma solo per chi riuscirà a scendere sotto il limite imposto.

In questo contesto la Ferrari ha concentrato lo sviluppo su cambio e componenti ibride, alleggerendo aree strategiche della vettura. L’obiettivo non è solo rispettare il peso minimo, ma arrivarci con margine, così da utilizzare la zavorra in modo intelligente. Nel reparto tecnico di Maranello il concetto è chiaro: “non basta essere leggeri, serve decidere dove mettere ogni chilo per far lavorare meglio la macchina”. Una filosofia che permette di abbassare il baricentro e migliorare la distribuzione dei pesi, aspetti determinanti su vetture più agili e sensibili come quelle del 2026.

Il vantaggio del progetto interno Ferrari

Il vero punto di forza della Ferrari F1 sta però nella completa integrazione del progetto. A differenza di team clienti come McLaren, legati a power unit esterne Mercedes, Maranello può modellare motore, ibrido e telaio come un unico organismo. Questo consente una libertà maggiore nell’ottimizzazione dei pesi e degli ingombri, riducendo compromessi strutturali. Sempre secondo funoanalisitecnica” ottenere un grande margine sotto il peso minimo sarà complesso per tutti, ma chi controlla ogni componente ha più possibilità di crearlo. In un campionato che tornerà a premiare la sensibilità di guida e la precisione tecnica, questa potrebbe essere una delle chiavi nascoste della nuova F1 Formula 1.

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Sezione: News / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 16:31
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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