La stagione arriva al giro di boa finale con la Ferrari che si presenta a Yas Marina con un solo obiettivo tangibile: salvare la reputazione dopo un campionato deprimente. La delusione per aver perso l’occasione di consolidare il secondo posto nel mondiale costruttori pesa ancora e, più che punti iridati, a Maranello si gioca ora la capacità di chiudere con dignità. La trasferibilità della SF-25 sul tracciato di Abu Dhabi è un fattore che dà speranza: qui non dovrebbero manifestarsi i problemi di eccessiva pressione pneumatici visti a Lusail, ma per riprendersi la Rossa dovrà centrare un setup vicino alla perfezione.
Lo stesso team ha pagato a caro prezzo le difficoltà del Qatar, un fine settimana che è scivolato via senza risposte convincenti e che ha messo in evidenza limiti di bilanciamento già segnalati nelle nostre analisi: "È stato un weekend in cui, nonostante i tentativi, la monoposto ha perso progressivamente equilibrio e prestazione", ha osservato chi ha seguito il weekend da vicino, sintetizzando una sensazione condivisa nel paddock. I tecnici dovranno lavorare sul compromesso tra trazione e rotazione, scegliendo una strada che privilegi il tratto che più valorizza la SF-25 senza perdere troppo nelle altre fasi del giro.
I nodi emersi a Lusail
A Lusail la gestione delle gomme ha inciso pesantemente: pressioni non ottimali sull'asse anteriore hanno spostato il bilanciamento e reso inefficaci gli interventi aerodinamici. La sensazione, raccontata da ingegneri e piloti tra i box, è stata quella di uno scollamento tra aspettative e realtà della vettura, una discrepanza che ha amplificato errori e nervosismi. In chiave Abu Dhabi, però, il contesto cambia: le pressioni minime previste sul tracciato di Yas Marina sono inferiori e la conformazione del circuito — che richiede efficienza aerodinamica e una messa a punto omogenea nei tre settori — può restituire alla SF-25 quel grip meccanico che è mancato in Qatar. Non sarà automatico: il team dovrà bilanciare trazione e velocità in rettilineo, decidendo se privilegiare l’uscita dal terzo settore o cercare un compromesso che limiti il sottosterzo, difetto che aveva dato fastidio anche nel 2024. "Su questa pista la monoposto può giocarsi qualcosa di buono, ma tutto dipenderà dalle scelte di assetto fatte nelle prime ore di venerdì", hanno spiegato fonti tecniche che conoscono il dossier setup.
Che Ferrari vedremo ad Abu Dhabi
Guardando lo storico e le caratteristiche del circuito, la Yas Marina offre alla Rossa la possibilità di riconsegnare al pubblico un’immagine più concreta del suo potenziale: una macchina ragionata, con buon grip meccanico e gestione delle coperture sotto controllo, potrebbe rientrare nel gruppo dei migliori insieme ad altri top team. Serve però precisione assoluta in pista e in garage, perché la distanza tra i primi quattro sarà minima e la differenza la faranno soprattutto i dettagli operativi del weekend. La speranza è che la SF-25, privata delle penalizzanti condizioni che hanno affossato il passo a Lusail, torni a mettere insieme giri omogenei e trazione efficace, portando la squadra a chiudere almeno con la soddisfazione di aver ripreso la retta via. "Ad Abu Dhabi ci aspettiamo una Rossa più competitiva rispetto all’ultima uscita, se tutto andrà secondo i piani sul setup e sulla gestione pneumatici", dicono gli osservatori, lasciando aperta la partita vera: non più sulla carta, ma sul cronometro e nelle mani di chi stringerà meglio le viti del weekend. Parole chiave: f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi, Abu Dhabi, Yas Marina, SF-25
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