Ferrari è la squadra con più presenze in Q3 nell’era dell’effetto suolo in Formula 1. Con 161 apparizioni su 184 qualifiche, il team di Maranello ha mostrato una continuità rara al sabato. Un dato che fotografa una Ferrari quasi sempre competitiva sul giro secco. Ma anche una Ferrari che non è mai riuscita a trasformare questa solidità in dominio.
Il dato Q3 nell’era effetto suolo
Dal 2022 al 2025, l’era dell’effetto suolo ha imposto vetture complesse, sensibili alle altezze da terra e alle finestre di utilizzo. In questo contesto, la Ferrari è riuscita più di chiunque altro a portare almeno una monoposto in Q3, totalizzando 161 presenze sulle 184 qualifiche disputate. Un numero che testimonia una base tecnica quasi sempre solida, una capacità costante di estrarre prestazione sul giro secco e una continuità che molti avversari non hanno avuto. Non si tratta di un dettaglio secondario, perché arrivare regolarmente in Q3 significa lavorare su un progetto che, almeno in qualifica, raramente è fuori dalla finestra corretta.
Competitiva ma non dominante
Il paradosso Ferrari nasce proprio qui. Essere la squadra più presente in Q3 non ha mai significato essere la squadra da battere. Nel 2022 e nel 2024 ci sono stati momenti di reale competitività, picchi che hanno illuso su una possibile svolta, ma mai una continuità tale da trasformare quelle prestazioni in un titolo. Negli altri anni, la Ferrari non è mai sprofondata davvero, ma non è nemmeno riuscita a imporsi. Una via di mezzo tecnica e sportiva che, alla lunga, ha prodotto più frustrazione che risultati concreti.
La fotografia di un progetto incompiuto
Il record di Q3 è una statistica che racconta bene la Ferrari dell’era effetto suolo. Una squadra quasi sempre lì, raramente in difficoltà estrema, ma incapace di compiere l’ultimo passo. Non abbastanza dominante per vincere, non abbastanza fragile da giustificare un azzeramento totale. Questa condizione intermedia ha finito per pesare più di una stagione disastrosa, perché ha alimentato aspettative costanti senza mai soddisfarle del tutto. È una magra consolazione che restituisce l’immagine di una Ferrari solida, ordinata, ma mai davvero letale, e che spiega perché il 2026 venga vissuto come un passaggio obbligato, non più rimandabile.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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